lunedì 25 ottobre 2010

Ssssss ... è un segreto!

Qualche sera fa mammamafaldi ed io siamo andate a cena con due meravigliose amiche sbrilluccicanti.

Arriviamo in pizzeria, ci sediamo e subito un istinto primordiale mi ricorda di essere donna: devo andare a fare pipì!
Arriva il cameriere zelante che, vedendo un tavolo di 4 donne, comincia a fare il brillante. Sorrisi e battute scontate si sprecano. Ci consegna il menù e attende fiducioso la nostra scelta.
Quattro, e dico quattro, pagine di pizze.
Quattro pagine fronte e retro, quindi 8 facciate.
Quattro pagine fronte e retro, quindi 8 facciate scritte fitte fitte: non riuscirò mai a scegliere!!!
E mi scappa pure la pipì … mannaggia.
Faccio un abile slalom tra quelle con i nomi più strani tipo “la esotica” con tanto di ananas, quelle con i nomi minacciosi come “la esplisiva” che probabilmente digerirei tra due anni e tutte quelle con gli ingredienti che non mi piacciono.
Ne rimangono valide una decina e decido di usare un metodo scientifico per scegliere quella che aggraderà il mio palato: la conta.
Sì, sulla scelta del menù sono una pippa di donna.
Ora posso tranquillamente andare in bagno. La più giovane delle sorelle sbrilluccicanti si alza con me. Anche per lei il richiamo dell’istinto primordiale.
Attraversando tutto il locale accompagnate da mille sorrisi del solito cameriere raggiungiamo la toilettes.
L’antibagno con un bellissimo specchio decorato con disegni geometrici colorati, si apre su due porte: femminucce e maschietti (scritto testualmente sulla targhettina).
In questo caso la conta non mi serve ed entro decisa nella parte dedicata alle femminucce. Il bagno, però, è buio. Non vedo nessun interruttore. La soluzione si balena chiara nella mia mente: ci sarà il sensore di movimento.
Muovo una manina: niente.
Muovo un braccio: niente.
Mi sposto un po’ e agito le braccia: niente.
Saltello e ballo waca waca … mi giro e vedo la mia amica che con sguardo tra l’impietosito e il disperato mi dice: “Mafy … l’interruttore è qui fuori!”.
Click … e luce fu.
Chiudo la porta, faccio pipì ed esco mortificata.
Mentre lei entra le chiedo un favore: “Per piacere, non dire nulla a mammamafaldi. Già ha il sospetto di avere una figlia scimunita, evitiamo che ne abbia la conferma”!

Inutile dirvi come è andata a finire.

sabato 23 ottobre 2010

A... singhiozzo!

Quando si dice la casualità: siamo rientrate sul blog esattamente il giorno in cui anche LORO sono tornati alla musica. E poi provate ancora a dire che non siamo fatti le une per gli altri.

GIULIANO, AMACIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII!

Buon week-end a tutti.


giovedì 21 ottobre 2010

Mama insegnami a bailar ...

Dialogo via sms

M: Amica, che combini? Io sono tumulata sotto il piumone. Ma che cazzo di freddo fa?

C: Ah che invidia. Non vedo l’ora di morire felice sul divano sotto la copertina in pile di Winnie. Al momento sto accompagnando la madre a vedere un corso di balli di gruppo.

M: Coooooooooooooooooooosa??? E non mi hai detto nulla? Ma che razza di amica sei???

C: Dai, sarà una tragedia. Un branco di disperati che si muovono in maniera sconclusionata.

M: Uhhhhh … il posto giusto per noi!!!

C: Smettila! Ora cerco parcheggio e vado a vedere.

….

M: Allora??? Come sono questi balli di gruppo?

C: Lasciamo stare! Un disastro.

M: Ma come?

C: Si … c’è chi vendemmia e chi scava delle buche.

M: Uff … dilettanti … e non c’è nessuno che con immensa classa mette le dita negli occhi dei vicini?

C: no, amica, quella è una tua specialità!

M: eh, lo so! Non è da tutti!

C: Comunque se possono insegnare questi due possiamo farlo anche noi tranquillamente.

M: ficooooo!!! Si, si, si … facciamolo!!! Ci divertiamo, dimagriamo e guadagniamo nello stesso tempo. Ideale, no?

C: Beh, in effetti … soluzione fantastica. Dobbiamo trovare il nome per il corso. Che ne dici di BSM?

M: BSM??? Balla, Soffri e Muori?

C: No.

M: Barcolla, Sculetta e Muoviti?

C: Smettila di dire minchiate! …

M: Mi vuoi dire cosa significa BSM???

C: Balli Sfascia Matrimoni!

M: …???...

C: certo … se lei balla bene lascerà il marito sul divano a guardare le partite di calcio e se ne andrà a ballare con un animatore tutto movimento pelvico e addominali … se lei ballerà malissimo l’uomo seduto sul divano a guardare le partite di calcio la lascerà …

M: Ussignur … e scapperà pure lui con l’animatore tutto movimento pelvico e addominali???

C: Esatto!

M: Fatta … Domani apriamo la società!

martedì 21 settembre 2010

Ma allora?

Allora? Cosa sono questi commenti sconsolati e che, soprattutto, dimostrano di non aver capito proprio un accidente?
Partiamo dall'inizio: bastaaaaaa con 'sta storia "evidentemente alle derelitte non frega più niente di chi le ha seguite per tanto tempo, ormai hanno la loro vita ecc ecc ecc.". Bugie! Semplicemente abbiamo poco tempo da dedicare alla vita virtuale perchè quella reale ha preso direzioni molto complicate che preferiamo (e di questo ci scusiamo, ma crediamo sia una scelta legittima) non condividere del tutto pubblicamente.
Secondo: non abbiamo smesso di scrivere, e lo abbiamo ripetuto negli ultimi post. Cisiamo dedicate ad altro, e non è detto che presto non si possa avere qualche notizia in più... Quindi portate pazienza, appena tutto si sarà tranquillizzato, torneremo ai ritmi di qualche mesetto fa.
Terzo: lo sapete, lettori nonchè amici rimbambiti, che vi vogliamo un sacco di bene... Non possiamo dimenticarci di voi, e figuriamoci se saremmo davvero così maleducate da non venire a salutarvi nella (malaugurata) ipotesi che decidessimo di non scrivere più. Siete e siete stati i nostri compagni di tante ore: è il minimo che vi meritiate! E se con questo dimostriamo che le derelitte non sono ancora diventate due cafonacce (ma due pigrone informatiche sì), altrettanto non si può dire di chi lascia commenti che con l'educazione hanno poco a che fare... E che abbiamo, ovviamente, cancellato.

Per tutti gli altri, grazie per tutto l'affetto che ci dimostrate. Siete sempre nei nostri cuoricini virtuali (e anche in quelli veri).
Baci baci
C&M

venerdì 30 luglio 2010

Callista ciclista


Lo confesso: tra me e la bicicletta è nato l’amore. Un amore puro, carnale, disinteressato: assolutamente non dettato dai tre maledetti chili che sto cercando di perdere da gennaio con risultati molto scarsi (condividere spesso le cene con Fidanzato, che è alto e magro e ha un metabolismo da far invidia nonché un appetito da trinciaforaggio è letale per la sottoscritta Callista; beate le insalatone anoressiche con Mafalda…).
Dunque che bici sia: complice la bella stagione e il fatto che non lavoro, sono andata a farmi rimettere a nuovo la mia bellissima e vecchissima bici bianca e fucsia (avevate dubbi sul colore?) e ieri l’ho finalmente ritirata. Primo percorso affrontato: casa genitori-casa Callisti, per un totale di circa 15 km tutti comodamente coperti da pista ciclabile (grazie caro governatore Dellai per aver fatto qualcosa di utile dopo le ottomila misteriose rotatorie, che spuntano dappertutto e saranno evidentemente segnali di amicizia per un’intelligenza superiore, tipo cerchi nel grano).
Inutile dire che il mio esordio ciclistico è stato salutato dalla pioggia: ho quindi atteso le 17, ora in cui finalmente il sole è spuntato, per partire con pedalata agile e ben distesa verso la mia meta.
Primo pensiero: cazzarola, dovevo iniziare prima a girare in bici. Ho ricevuto più fischi, saluti e complimenti in mezz’ora di pedalata che in tutta la mia vita. Ho immediatamente reso partecipe Mafalda della cosa: «Amica, dovevamo darci alla bici molto prima. Forse potevamo anche rimorchiare».
Risposta: «Con due polpacci da terzino, però». Ho dato un’occhiata preoccupata verso le mie estremità inferiori, ma ho ripreso a pedalare alacremente.
Arrivata in centro, decido di passare per piazza Duomo per fare un giretto attorno al Nettuno suonandogli festosamente il campanello. Firulììì, firulààà, passo abile davanti alla biblioteca centrale, faccio una curva, un cretino mi passa sulla sinistra, io stringo un po’ per non centrargli la ruota posteriore e…
SWISSSSHHH…
No, non è il rumore dei miei capelli al vento. Anche perché avevo la coda. Purtroppo trattasi del rumore della mia bici che scivola drammaticamente sui bolognini (o sampietrini che dir si voglia) bagnati.
Tempo due secondi e mi sono trovata a pelle d’orso in terra, nel pieno centro storico di Trento con turisti dappertutto e studenti in pausa fuori dalla biblioteca. Evviva.
Il cretino che mi ha tagliato la strada è tornato indietro al volo chiedendomi scusa. Nel frattempo io ero già saltata in piedi per la vergogna, coadiuvata da una signora che mi ha raccattato la borsa volata dal cestino e dal marito che mi tirava per un braccio.
M (marito): Signorina, sta bene?
CR (cretino): Oddio, scusa, non ti ho visto.
C (pensando «Certo, sono proprio piccola e magra, che non mi vedi, somaro»): Non mi sono fatta niente, grazie.
S (signora): Oddio, pensavo si fosse sentita male… Che spavento.
C (pensando «Dio, ti prego, fa’ che non mi sia pelata le ginocchia che devo prendere il sole e mi restano i segni della cicatrice e il sangue mi sporca i sandali bianchi nuovi»): No no,mi è scivolata la bici sul bagnato: ho stretto troppo la curva per evitare lui (guardando con astio il cretino mortificato).
CR: Oddio mi spiace: vuoi bere qualcosa?
C (pensando «Porco, pessimo modo per abbordare una donna»). No, grazie.
M (palpando il braccio di Callista): Si è rotta qualcosa?
C (pensando «Brutto menagramo, e poi non toccarmi» ma fingendo un sorriso rassicurante): No no, guardi, non ho neanche un graffio.


Il che è vero: complice il bolognino bagnato, ho fatto aquaplaning e non mi sono sbucciata nulla, se non un angolo di ginocchio causa pedale. In compenso, ho pulito il pavè di mezzo centro storico con la mia maglietta con la regina Grimilde, merito un riconoscimento.

C: Bene, grazie a tutti, io me ne vado, sono intera.
S: Non è che si sente male?
C («Tièèèèè»): Non si preoccupi, signora, grazie.

E me ne sono andata ripetendo tra me il mantra «Chefiguradimerdachefiguradimerdachefiguradimerda»).

Allontanatami di 500 metri mi sono dovuta fermare in preda alla ridarola. Ho riscritto a Mafalda: «Amica, la bici è bellissima. Sono caduta in piazza Duomo, ma a parte quello grandi numeri!».

Risposta di Mafalda: «Mi sono persa il tuo primo volo? Nooooooo, perchèèèèè???».

Non preoccuparti, amichetta mia: considerando il numero altissimo di turisti in giro con videocamere varie, conto di essere su Paperissima a settembre. E sono soddisfazioni.

lunedì 26 luglio 2010

Ode alle derelitte

Ringraziamo uno dei nostri lettori preferiti, che ci ha omaggiato con una preziosissima ode. Adesso anche noi non siamo da meno della Silvia leopardiana, della Ermione dannunziana, della Lesbia catulliana ecc. ecc. ecc., e possiamo montarci la testa. Ah ah ah.
Grazie, amico lettore, saremo sinceramente commosse, appena ci riprenderemo dalle risate.

Ode festante alle derelitte
Sembrano tonte, ma sono gran dritte
Vergano, austere, scritti preziosi
dai temi, ahimè, spesso pericolosi

Tralasceremo, con fare animale,
la dissertazione sul sesso orale
Non parleremo – suvvia un po' taci! -
dei mille e più tipi di baci

Lì c'è Callista con ricrescita bionda
usa gli slip come una fionda
Guarda dall'alto di solidi tacchi
quei poveri ometti, flaccidi sacchi

Eccola ora con fare aggraziato
fare la posta al bel Fidanzato
Lo conquistò con slanci di classe
ravanando inesausta le di lui parti basse

Ma ecco Mafalda che scuote i capelli
biondi, lucenti, di certo assai belli
Incede elegante avvolta in un manto
dritta decisa verso l'Incanto

Incanto che poi è proprio il suo uomo
di cose da dire ce ne sarebbe un tomo
Preso un biglietto con fare contento
eccola in volo verso il Salento

Ma anche se tutto fila via bene,
il cuore, le mente, il polmone e il rene
ci rivelano cose che non sono ancor scritte:
queste rimangono due derelitte!

martedì 20 luglio 2010

La pianta

In questi giorni di lontananza sono successe molte cose: alcune si preparano da un po', altre sono state fulmini a ciel sereno. Ma nonostante tutto, le derelitte sono sopravvissute. In attesa che Mafalda vi faccia avere sue notizie (posso confermare che sta benone, è solo stata un po' impegnata), ci penso io ad aggiornarvi sulle ultime vicende!
Tanto per cominciare, la Mafy ha cambiato casa. Quindi abbiamo dovuto traslocare. E fin qui tutto bene, direte voi. Certo, ma voi avete fatto i conti senza il tronchetto della felicità!

Tre anni fa, quando la Mafy si è trasferita, ha ricevuto in dono un tronchetto della felicità. Di fronte alle sue perplessità ("secondo te se lo mangio funziona meglio o basta che lo metta in soggiorno?") la pianta ha mostrato una tempra notevole: tant'è che è cresciuta a un'altezza inquietante di due metri abbondanti. E fin qua tutto bene.
Ma il problema si è presentato quando si è trattato di "traslocare" il vegetale.
Mafalda insisteva nel lasciare il mostro ai padroni di casa al piano di sotto (quelli che suonano la fisarmonica alle otto di mattina e hanno il molesto cane autistico).
Mamma Mafaldi invece voleva che la pianta trovasse posto a casa sua.

M: Mamma, ma come faccio a portarla? Non ci sta da nessuna parte in macchina!
MM: Mmmmmh... Mumble mumble...

Pensa che ti ripensa, ecco che è nata l'idea geniale.

MM: Ma Mafy, basta che apri la macchina (ricordiamo che la suddetta derelitta Mafalda è orgogliosa proprietaria di una peugeot cabrio altresì detta la Derecar, NdA), metti la macchina sul sedile del passeggero, la leghiamo con la cintura, mettiamo due sacchetti sulle foglie perchè non si rovini e via!
M: ...
MM: No?
M: Ma mamma, come minimo mi ritirano la patente! Cally, diglielo anche tu. E poi posso farmi vedere in tangenziale con una palma come passeggero?
C: Se puoi non lo so, ma se lo fai ti prego di avvertirmi perchè non posso perdermi la scena!

E questo è stato solo il primo intoppo di questo trasloco...