lunedì 13 maggio 2013

Il capogiro

Dialogo tra Callista e classe numero 1.

Classe: Proooooof, ma come mai ieri non è venuta a scuola? Era malata?
C: No, mi sono dimenticata la strada.
Classe: Prof, non ci prenda in giro... 
C: Non è successo niente, ragazzi, ieri mattina mi sono alzata, stavo poco bene e mi girava la testa. Probabilmente un calo di pressione.
Classe: Non è che è incinta?

Dialogo tra Callista e classe numero 2.

Classe: Prof, ha marinato ieri?
C: Sì, sono andata in Bondone a prendere il sole.
Classe: Non ci crediamo!
C: Astuti! Ma no, ieri stavo poco bene e...
Classe: Prof, è incinta?

Dialogo tra Callista e classe numero 3.

Classe: Prof, come sta, è guarita?
C: Sì, grazie, ragazzi, sto meglio.
Classe: Aveva la nausea?
C: No, chi vi ha detto questa cosa?
Classe: Il prof XY ci ha detto che le girava la testa, pensava di dircelo che è incinta o no?!? Lo sapevamo noi!

Mio Dio: mi vedono evidentemente grassa. Aiuto.

martedì 30 aprile 2013

Pan di Stelle


Callista e Mafalda sono tornate in palestra. Un po’ per evitare di perdere i pezzi all’affacciarsi dei fatidici… ehm… 24 anni, un po’per eliminare qualche chiletto accumulato durante l’inverno, insieme a Olivia di “Ci Vediamo alle Sette” abbiamo infilato tuta e scarpe da ginnastica e via, verso nuovi incredibili dolori muscolari.
Ovviamente, insieme alla palestra, è partito anche il programmone “Dieta sana, varia e povera di ogni cosa sia golosa”: praticamente una quaresima ritardata, per vincere la lotta contro l’odiata BB (che come ben sapete, non è Brigitte Bardot, ma la Bilancia Bastarda).
Inutile dire che, ogni qualvolta una donna decida di limitare l’apporto calorico, partono inviti su inviti a cena, offerte di cibo a tutte le ore, merende, carichi di viveri che manco un programma umanitario: chiunque decide di invitare la povera Derelitta a un peccato di gola. Come stamattina…

Mi reco come ogni giorno a scuola, in stato semicomatoso per la carenza di sonno e con l’acido lattico che regna dentro me come un sovrano del male: livello agilità 1, ossia “gatto di marmo”.
Rantolo alla macchinetta del caffè: ed ecco il collega giovanissimo, sportivissimo e magrissimo che si presenta con un pacchetto da 750 grammi di Pan di Stelle. Ora, io per i Pan di Stelle potrei anche vendere un parente: sono in assoluto i miei biscotti preferiti, soprattutto se inzuppati nel caffellatte: remoti ricordi di un metabolismo adolescenziale.


CGSM (collega giovanissimo, sportivissimo e magrissimo): Ciao Cally, vuoi?
C: Pan di Stelle? Sia mai, vade retro! Che Tra un mese devo mettere il costume da bagno
CGSM (sgranocchiando): E allora?
C: E allora tu sei un uomo, non puoi capire.
CGSM: Mah. Comunque se cambi idea e li vuoi a ricreazione, sono nel mio armadietto.
C: Smettila!
CGSM: Se li mangi, poi puoi smaltire con me: stasera andiamo a fare una ciaspolata in notturna con alcuni amici, prima che diventi troppo caldo.
C: Ciaspole? Notturna?  A me???  Guarda, l’unica cosa che mi potrebbe convincere a fare una cosa del genere sarebbe una lauta cena al rifugio. Ma sono a dieta.
CGSM: Se cambi idea, noi partiamo verso le otto… (Offrendo il pacchetto di biscotti) Comunque, sei sicura che non ne vuoi?
C (ritirando il caffè dalla macchinetta): NOOOOOOOO! Ma poi, scusa, mangi i biscotti a secco, senza neanche un caffè? Ne vuoi uno?
CGSM: No grazie, va bene così.
C (offrendo  il bicchierino al collega): Sicuro? NON VUOI PUCCIARE IL BISCOTTO?

Giuro che lui è rimasto totalmente impassibile: ha anche garbatamente rifiutato l’offerta. Credo non abbia colto l’orribile doppio senso che invece hanno colto tutti gli altri colleghi che erano alla macchinetta con me. Adesso ogni volta che mi vedono con un caffè, urlano “Se volete, la prof Callisti fa pucciare il biscotto”. Maledetti.  Si accettano suggerimenti per una lenta e dolorosissima vendetta.

lunedì 22 aprile 2013

Ci vediamo alle sette?


Ebbene sì,  noi Derelitte siamo precursore in ogni campo, non solo per quanto riguarda la “disgraziataggine”. In attesa che in Italia liberalizzino i matrimoni gay, abbiamo pensato di anticipare i tempi: insieme a due amiche di lunga data, abbiamo dato la vita a una nuova creatura.

È con sommo piacere e onore che Callista e Mafalda vi presentano, insieme a Mirta e Olivia, il nuovo blog a 8 mani “Ci vediamo alle 7”: chiacchiere tra donne all’ora dell’aperitivo.  

Mirta e Olivia sono, in realtà, vecchie conoscenze dei nostri lettori più affezionati e “antichi”: i nomi suggestivi tradiscono le loro origini poco trentine… In effetti, io e la Mafy abbiamo cercato di trovare due nomi alternativi ai nostri per omogeneizzare questa scelta poetica… Ma chiamarci “Canederla” e “Teroldega" piuttosto che “Melinda” e “Marlene” ci pareva poco elegante… Quindi abbiamo deciso per la fidelizzazione: voi, che leggete e commentate da sempre le Derelitte, potevate altrimenti  averne a male, no? (Questa è la scusa che abbiamo usato con le nostre amiche, siete pregati di supportarci e coprirci, grazieeeeee…)

Come vedrete, siamo tecnologicichissime (uots?): infatti io e Mafalda ci limitiamo a scrivere i post con la penna d’oca e poi le nostre amiche gggggiovani e ferrate sul web pensano al resto. Ci trovate su Facebook, Twitter, Instagram, tra un po’ verremo direttamente a casa vostra a farvi compagnia mentre bevete il caffè.

Gli argomenti… Bè, saranno i più disparati. Troverete i post delle Derelitte ma anche tanto materiale inedito, consigli di bellezza, salute, tv, libri, viaggi, bricolage, cucina… Insomma: tutto quello che non può mancare nella cultura di ogni lettore del nostro Diario, donna o uomo che sia (per rimorchiare, cari uomini, bisogna conoscere l’universo femminile… E allora seguiteci!!!).

Venite a trovarci, vi aspettiamo con tanto affetto: e se non lo fate, iniziate a guardarvi alle spalle. Noi vi vediamo! ;-)

Le vostre Derelitte da oggi anche su CiVediamoAlle7


!

giovedì 18 aprile 2013

La dolcevita

Ed eccoci alla terza e (per ora) ultima tragica figuraccia con la famiglia Clooney: considerando che ci sono ancora due mesi di scuola, conto di deliziarvi ancora con numerose altre simpatiche avventure. Ma intanto accontentatevi di questa… 
Tema di italiano: Georgy Junior esce almeno 5 volte a chiedere delle babbionate pazzesche sulla traccia da svolgere: “Prof, va bene se faccio così, ma se io scrivo questo è sbagliato, ma cosa ne dice se metto questo e quello, ecc ecc ecc”. Dicesi bisogno di conferme. Io rispondo affabile e scuoto la chioma, che non guasta mai, mentre troneggio dalla mia cattedra sulla sofferenza dei miei poveri studenti. 
Alla sesta uscita, ecco la protesta di un sottoposto: “Georgy, hai finito di importunare la prof?” 
Io: “Ma cosa stai dicendo? Georgy non mi importuna mai, anzi. Se ha dei dubbi, è giusto che chieda!” 
Altro sottoposto: “Ma prof, allora le chiedo anch’io le cose!” 
Io: “Ragazzi, scusate, ma non è che voi non potete fare domande, eh! Io rispondo a tutti! Se Georgy è una persona intelligente e si pone degli interrogativi, è un bene. Anzi, prendete esempio!” 
Mamma mia, che crudeltà… Probabilmente Erode, Nerone, il conte Vlad e Barbablù si sono reincarnati in altrettanti diciassettenni trentini: e sono finiti tutti nella mia classe. 
Altro sottoposto: “Bè, ma magari lei pensa che le facciamo domande solo per fare i lecchini.” 
Io: “Lecchino non è un termine dell’italiano corretto. Non rispondo a chi parla come se fossimo al bar.” Sottoposto: “Ma sì, insomma, magari uno continua a uscire e a fare domande solo per farsi vedere!” 
Voce dal fondo: “ O PER VEDERE!” 
Il cervello frulla un attimo a vuoto e poi capisco il senso misterioso dell’affermazione dal fondo: evidentemente la maglia scollata a V che avevo addosso era un po’ troppo a V. Ma ci avevo messo pure un foulard! Porca zozza! 
Fingo per l’ennesima volta di non aver sentito, mentre controllo con la coda dell’occhio lo scollo cercando di immaginare cosa si possa vedere stando in piedi accanto a me seduta: prometto tremende punizioni a chi oserà ancora commentare a sproposito e prendo il tema di Georgy, che nel frattempo è rimasto inebetito accanto alla cattedra; noto che ha ripreso un simpatico color carminio. Rispondo alla domanda che mi aveva fatto e lo rimando a sedere. 
 Inutile dire che: 1. Georgy non è più uscito durante tutto il resto del tema. 2. Il giorno dopo, nel dubbio, ho messo la dolcevita.

mercoledì 27 marzo 2013

Come porti i capelli bella bionda!

Ok ... ci ho provato ... ho tenuto i capelli scuri per quasi due anni ... ma ormai il mio essere bionda dentro sta prendendo il sopravvento ... voglio la mia lunga chioma chiara!

E poi è primavera (si, vabbè... fa meno dieci e nevica ... ma anche voi come siete pignoli!) serve una novità!

Sabato scorso sono andata dal mio parrucchiere di fiducia.
Forse ve lo ricorderete ... Cally ed io lo abbiamo simpaticamente denominato CMDF  "checca-mani-di-forbici" per la sua immensa abilità nei tagli e nei colori e per il suo folcloristico modo di manifestare al mondo il suo essere gay.

Arrivo in salone alle 9 con gli occhietti ancora pieni di sonno e mi siedo sulla poltroncina attendendo il mio turno. Accanto a me una signora sta ritoccando il suo color arancio fosforescente. (Ussignur).
CMDF si avvicina a me e comincia a chiedermi cosa voglio fare.
M: " ho bisogno di biondo! Help me"
CMDF: "guarda ... sono appena tornato da Londra dove abbiamo fatto dei colori S-T-U-P-E-N-D-I ... devo assolutamente farti le meches nuove che si sposano perfettamente con il tuo shatush!"
M: "sai che mi fido ... fai tu"

In quel momento la signora accanto mette una mano sul braccio di CMDF dicendo "Non la farai mica bionda?"
Io mi giro fulminando la donna color carota geneticamente modificata ... sulla mia fronte compare chiaramente la scritta "Cazzo vuoi?" ma cerco di celare tutto con un sorrisetto falsamente amichevole.
Lei va avanti "ahhhh no ... questa qui è mora. Non puoi farla bionda!"
CMDF: "ma no! E' ora di cambiare! E' stata scura per un bel po' ... e poi con questi occhioni blu il biondo le sta benissimo"
Ma niente, la signora non cede e continua nella sua arringa : "No, no  ... bionda sta malissimo ... ha i lineamenti da mora. Anzi, adesso è pure troppo chiara! Scuriscila!"
Nel frattempo io avevo finito di contare fino a mille (come prevede il manuale delle buone maniere) ma con scarsissimi risultati sulla mia ira funesta così mi sono girata e, cercando di mascherare un insulto con una battuta, ho detto ridacchiando: "scusi, ma sentire criticare la mia scelta da chi ha un colore importabile anche per Lady Gaga mi pare bizzarro!"

Si, la mattina sono sempre di buonumore! Tiè.

Abbandono la mia seggiola vicino alla criticona e vado verso il mio destino da  derelitta bionda!

Dopo delle meches a due colori, una tonalizzazione, due shampoo, un trattamento di ricostruzione e tre ore e mezzo abbondanti ritorno davanti allo specchio per taglio e piega.
Sulla mia sinistra una signora di una certa età  si sta facendo la permanente, sui capelli  corti e grigi. Legge Famiglia Cristiana e borbotta tra se e se.
Alla mia destra, CMDF sta facendo un taglio alla El Shaarawy (cresta alta e rasato ai lati)  ad un ragazzo. Avrà una ventina d'anni e sta raccontando che lavora nelle discoteche nei gruppi di animazione.
Poco dopo entra in salone il suo manager. Un ultra cinquantenne superggggiovane.
Camminata spavalda,  parlantina travolgente e dentatura di un bianco cangiante mostrata nel tutto il suo splendore mentre mastica una gomma.
Comincia a gironzolare per tutto il locale attaccando bottone a chiunque.
Invita tutti alla serata che ha organizzato per la sera lanciandosi in dettagliate descrizioni del programma.
"Ci sarà uno spogliarellista ... lo abbiamo chiamato direttamente dalla California. E' un ragazzone!"
Dall'entusiasmo con cui descrive  i muscoli del manzo americano comincio a sospettare che la sua ammirazione non sia pretamente professionale.
"Poi ci sarà lo spettacolo delle drag e  gran finale con  la sosia di Madonna ..."
Alla parola Madonna noto due distinte reazioni.
La signora accanto a me alza la testa da Famiglia Cristiana (probabilmente le pagine erano diventate improvvisamente calde) e squadra "supergggggiovane", dopo una rapida occhiata di disappunto, continua a leggere il corposo articolo sul nuovo Papa.
CMDF, che nel frattempo ha terminato con la cresta e si sta dedicando ai miei capelli,  esclama "ma io AMO Madonna!" rischiando di mozzarmi mezza recchia dall'entusiasmo!
Comincia a raccontare di quanto sia forte la sua passione per miss Ciccone, delle pazzie fatte per andare ai suoi concerti, di quanto ascolti i suoi cd ... ecc.
Superggggiovane si avvicina e con aria complice gli dice: "posso raccontari un segreto?"
Senza attendere risposta e senza modulare la voce per portarla ad un tono consono al racconto di  una confidenza: "hai presete il suo primo concerto a Roma? Io c'ero ed ero in prima fila. Era così, figa, ma così figa che mi ha eccitato! E' l'unica donna che in tutta la mia vita me l'ha fatto diventare duro"

Momento di silenzio in tutto il salone.
Poi un tonfo sordo.
E' la pia signora alla mia sinistra che si è accasciata al suolo.
Credo sia morta.

Ma che me ne frega ... ormai sono bionda!
Scuoto i capelli e sorrido!










giovedì 21 marzo 2013

"Vai in bagno!"

Iniziamo subito con le rassicurazioni: con il padre è andato tutto bene. In un minuto avevo finito di dire ciò che dovevo dire (“suo figlio è bravissimo, intelligente, brillante, educato, è pure sveglio e ha un sacco di interessi, oltre ad avere un ruolo estremamente positivo in classe; insomma, è il figlio che tutti sognano di avere e l’alunno che tutte le colleghe mi invidiano”), e lui si è soffermato per 20 minuti a raccontarmi cosa fa con il figlio, di che rapporto meraviglioso abbiano, di quanto voglia bene alla sorella minore ecc ecc ecc. insomma, un quadretto da Mulino Bianco. I casi sono due: o è una bufala e a casa si scannano ma le apparenze vanno salvate, oppure sta cercando moglie. In tutta questa dissertazione, in effetti, la signora Clooney non è stata mai nominata.

Il pianeta porco bastardo, comunque, non poteva lasciarmi uscire incolume dalla giornata. Dopo il ricevimento, infatti, ho ben due ore nella classe di Georgy junior. Entro, saluto, inizio la compilazione del registro e la creatura mi chiede di poter andare in bagno, cosa che ultimamente capita un po’ troppo di frequente.

GJ: Prof, scusi, posso andare in bagno?

C: Ma non potevi andare a ricreazione? E poi, soprattutto, possibile che quando entro io tu debba sempre andare in bagno? Cosa succede, TI STIMOLO DELLE FUNZIONI FISIOLOGICHE STRANE CHE TI SPINGONO A DOVERTI RIFUGIARE NELLA TOILETTE?

In classe cala un silenzio imbarazzato: Georgy Junior diventa paonazzo, io in un secondo capisco di aver detto una cosa maliziosamente interpretabile. Cerco di salvarmi in corner.

C: Bè, spero almeno di essere diuretica e non lassativa. Vai in bagno!

In classe partono risatine inequivocabili, che io stronco con un “SILENZIOOOOO” e poi mi giro verso il pc per continuare a compilare il mio registro, mentre fra me e me continuo a maledirmi per la mia totale incapacità di controllare i doppi sensi.

Georgy Junior rientra in un minuto netto. Dalla classe arrivano domande malevole: “Ehi, junior, hai già fatto? Hai già finito?”. Io fingo di non sentire, anche perché potrebbero essere legittime domande di interesse per il benessere delle vie urinarie di Georgy: meglio evitare di fomentare le interpretazioni. Ma a un certo punto sento distintamente la domanda “Sei già tornato? Anzi, sei già venuto?”, seguita da una grassa risata collettiva. Santiddio, gli adolescenti a volte sono proprio tremendi.

Devo essere sincera: per una volta non sono stata in grado di replicare, anzi, ho finto ancora di non sentire. Ma domani interrogo. La vendetta deve essere gustata fredda!

venerdì 8 marzo 2013

C'è qualcosa di grande tra di noi?

Che io, Callista, abbia la fortuna di fare l’insegnante ormai lo sapete. Che sia particolarmente portata alle tragiche figure di guano è altrettanto universalmente noto. Ora, per dimostrarvi che sono passati degli anni ma che non ho perso l’abituale smalto in questo campo, diamo inizio oggi alla trilogia dell’equivoco: ossia come mi sputtano la credibilità lavorativa in due minuti e per tre volte di seguito con membri della stessa famiglia. Una campionessa, proprio.
Iniziamo dal principio, come sarebbe buona abitudine. Quest’anno, per la prima volta nella mia carriera, in una classe ho uno dei due rappresentanti dei genitori maschio: e già questo è un evento di per sé straordinario. Ma la cosa che rasenta l’assurdo è che trattasi di genitore attento, amorevole, giovane e pure discretamente figo. Ok, decisamente figo. Va bene, lo ammetto: proprio bonazzo. Una specie di George Clooney trentino. Inutile dire che tutte le colleghe aspettano con gioia il momento del ricevimento genitori quando c’è la sua prenotazione… E invidiano il mio ruolo di coordinatrice di classe, visto che ho l’oneroso compito di tenere i rapporti con i rappresentanti.
Durante le elezioni e il primo incontro mi sono zelantemente prodigata nel mio compito: ho lasciato la mia mail, le ore di ricevimento, ho spiegato programmazioni e affini, ho anche accompagnato i genitori alla porta, stringendo la mano prima alla mamma rappresentante e poi a Georgy. Lui, cordialissimo e sorridente, mi stringe la mano con vigore e mi dice “Allora professoressa Callisti, rimaniamo d’accordo che se ci sono problemi lei ci avvisa e se abbiamo qualcosa da dirle ci facciamo sentire noi, ok?”. Ed ecco la mia geniale risposta, con un sorriso a 32 denti e voce flautata: “Ceeeeeeerto! Quindi se io non la sento, sto tranquilla (e già qui…). Se invece HA QUALCOSA DI GROSSO PER ME, SA DOVE TROVARMI!”.
Considerando che io non uso mai il termine “grosso” per i tragici doppi sensi a cui si presta (soprattutto perché lavoro con adolescenti), direi che Freud avrebbe molto da dire su questo mio sinistro lapsus.
George è rimasto del tutto impassibile di fronte alla mia triste uscita: ma per la settimana prossima ha prenotato ben quattro spazi degli otto disponibili nella mia ora di ricevimento. Considerando che suo figlio ha la media del 9, inizio a temere.