L’altra sera mi arriva un messaggio di UABPAS.
UABPAS: che fa di bello il mio tesoro? Qui si è deciso di andare a ballare.
Da donna derelitta trattengo il travaso di bile che mi invade le budella al solo pensiero che altre ragazze si dimenino accanto a lui … sorrido, scuoto i capelli e rispondo.
M: uhhhhh che bello.
Ok … avete ragione … fingere entusiasmo mi riesce malissimo.
UABPAS: metto la camicia che mi hai regalato tu …
M: (ehhh che meraviglia … sono proprio contenta, guarda! Evitiamo, cortesemente, che qualche sciacquetta te la tolga!) Ahhh … sarai sicuramente bellissimo.
La serata passa, stranamente, senza messaggi. Io mi addormento svenuta davanti all’ennesima storia triste della DeFilippi.
Arriva quasi l’alba e un sms mi sveglia.
UABPAS: sto tornando a casa. Serata da dimenticare. Scusami se sono sparito ma abbiamo fatto da infermieri ad un’amica che ha bevuto ed è stata male.
Buahahahahahahahahahahahahahahaaahahahahahahahahh … la giustizia divina esiste, allora.
Mi giro dall’altra parte e fatico ad addormentarmi.
Sapete, ridere e dormire sono attività difficili da conciliare…
Arriva mezzogiorno e la creatura si sveglia.
Mi chiama e cominciamo a chiacchierare amabilmente.
Io resisto un pochino … poi, ovviamente, vinta dalla curiosità chiedo il racconto della serata.
M: ma raccontami … che è successo? La tua amica sta meglio? (come se me ne fregasse qualche cosa…)
UABPAS: si si … ora sta meglio, pare. E’ andata bene. Ci siamo spaventati.
M: ma è stata male in discoteca?
UABPAS: macchè … in discoteca manco ci siamo arrivati. Ci siamo trovati a casa del mio amico. Lei è arrivata che aveva già bevuto.
M: Ahhh capisco …
UABPAS: si … poi ha bevuto qualche cosa anche li ed è stata male.
M: male in che senso?
UABPAS: ha vomitato per tutta casa. Tre volte.
M: (oddio che schifoooooooooooooo … … … deve essere stata sexy da morire mentre faceva l’esorcista … ahahahahahahaa) …
UABPAS: poi si è agitata e le sono venute le crisi di panico.
M: (cazzi sua … bevesse meno la prossima volta) … ahhh dai …
UABPAS: si, si … ci siamo spaventati. Volevamo portarla all’ospedale ma lei voleva andare in discoteca.
M: (uhhh … un genio, proprio) …
UABPAS: poi le abbiamo preparato una camomilla… si è tranquillizzata un po’ … ha dormito un paio d’ore e stamattina l’abbiamo portata a casa di una sua amica.
M: (beh ... bella seratina … e loro che volevano fare i vips in discoteca …. Ahahahahaha) …
UABPAS: Mafy???
M: dimmi …
UABPAS: … eri silenziosa … ti ha fatto impressione il racconto.
M: no no … mi stavo chiedendo una cosa.
UABPAS: dimmi…
M: non ti ha mica vomitato sulla camicia che ti ho regalato, vero?
Perché io sono altruista … mi preoccupo degli altri. Eh!
mercoledì 18 novembre 2009
lunedì 16 novembre 2009
La mantide
Ok, devo avere qualcosa che non va. O sono diventata improvvisamente sexy o la mia necessità di avere un uomo inizia a trasparire. Questi i fatti.
Una settimana fa: la vostra Cally è al bar con un amico (maschio) con cui ha particolare confidenza e commenta con somma goduria il caffè alla Nutella che sta bevendo.
C: Eh, certo che il buon cibo e il buon bere sono davvero i più grandi piaceri della vita.
A: Vabbè, mica solo questi.
C: No, giusto. Anche dormire. E ridere.
A: E fare l’amore.
C: Oh, di quello puoi anche fare a meno. Certo che se c’è non è che ci sputo sopra… Anzi…
A: Ma dai, Cally, non fare la finta tonta. Si vede lontano un miglio che ti piace.
C: La Nutella ?
A: No, il sesso.
C: Ma a chi è che non piace, scusa?
A: Appunto. Si vede, hai proprio la faccia da porca.
C: …
A: Lo dicono anche i miei amici.
C: Scusa, ma tu hai degli amici che ti vengono a dire che ho la faccia da porca???
A: Ma no, così… Tanto per parlare…
Ho preferito lasciar cadere il discorso, con un sentimento a metà tra il pudore e l’orripilazione.
Ma non è finita qui. Ieri avevo un consiglio di classe. Mentre spiegavo alle mamme rappresentanti dei genitori che i loro gioiosi cuccioli in classe si trasformano in bradipi svenuti, la consueta collega di religione e il collega di matematica hanno dato il meglio di loro stessi. Con la scusa di sussurrarmi all’orecchio delle notizie di vitale importanza, mi hanno detto nell’ordine.
Callista, quanto sei bona.
Callista, quanto sei tanta.
Callista, secondo noi hai proprio la faccia da porca.
E noi abbiamo in mano le giovani generazioni. Evviva.
All’uscita del consiglio, sono stata fermata per ulteriori spiegazioni. I due, candidi, sono giunti alla conclusione che “con quelle mani, quei capelli, quegli occhi c’hai proprio l’aria di una che sotto le lenzuola non sai che ti fa”.
Grazie per la fiducia, ve lo dico io che cosa faccio.
Dormo, purtroppo.
Una settimana fa: la vostra Cally è al bar con un amico (maschio) con cui ha particolare confidenza e commenta con somma goduria il caffè alla Nutella che sta bevendo.
C: Eh, certo che il buon cibo e il buon bere sono davvero i più grandi piaceri della vita.
A: Vabbè, mica solo questi.
C: No, giusto. Anche dormire. E ridere.
A: E fare l’amore.
C: Oh, di quello puoi anche fare a meno. Certo che se c’è non è che ci sputo sopra… Anzi…
A: Ma dai, Cally, non fare la finta tonta. Si vede lontano un miglio che ti piace.
C: La Nutella ?
A: No, il sesso.
C: Ma a chi è che non piace, scusa?
A: Appunto. Si vede, hai proprio la faccia da porca.
C: …
A: Lo dicono anche i miei amici.
C: Scusa, ma tu hai degli amici che ti vengono a dire che ho la faccia da porca???
A: Ma no, così… Tanto per parlare…
Ho preferito lasciar cadere il discorso, con un sentimento a metà tra il pudore e l’orripilazione.
Ma non è finita qui. Ieri avevo un consiglio di classe. Mentre spiegavo alle mamme rappresentanti dei genitori che i loro gioiosi cuccioli in classe si trasformano in bradipi svenuti, la consueta collega di religione e il collega di matematica hanno dato il meglio di loro stessi. Con la scusa di sussurrarmi all’orecchio delle notizie di vitale importanza, mi hanno detto nell’ordine.
Callista, quanto sei bona.
Callista, quanto sei tanta.
Callista, secondo noi hai proprio la faccia da porca.
E noi abbiamo in mano le giovani generazioni. Evviva.
All’uscita del consiglio, sono stata fermata per ulteriori spiegazioni. I due, candidi, sono giunti alla conclusione che “con quelle mani, quei capelli, quegli occhi c’hai proprio l’aria di una che sotto le lenzuola non sai che ti fa”.
Grazie per la fiducia, ve lo dico io che cosa faccio.
Dormo, purtroppo.
mercoledì 11 novembre 2009
... una telefonata ti allunga la vita...
Le derelitte sono donnini tecnologici.
Eccertochesì!
L'altro pomeriggio, conscie e "orgoglione" di questo loro status si sono recate in un negozio di telefonia e, approfittando di una promozione interessante, hanno cambiato telefono.
Ora sono dotate, entrambe, di un fashionisssssimisssssimo cellulare.
Cellulare interamente touch screen.
Cellulare rosa. Molto rosa. Convintamente rosa.
Rosa Callista, per intenderci. (no... l'idea di prenderlo nero non ci è nemmeno mai passata per l'anticamera del cervello!)
Ieri sera, dopo un giorno di conoscenza con il nuovo apparecchio, si confrontano, via sms.
M: amica ... come ti trovi con il telefono?
C: ehhh ... una figata, proprio. Ci metto un anno per spedire un messaggio. Però fa molto fico.
M: infatti ... il touch screen non è tutta questa comodità. Per noi che siamo abituate a scrivere ottomila messaggi al giorno in qualsiasi condizione ... uff ... non mi convinve molto.
C: ma noooo, amica... è bello. Ci facciamo un figurone.
M: ecccerto ... abbiamo un telefono che è come noi... di rappresentanza. Bello ma stupido.
C: è un telefono derelittò Ma come non poteva esserlo? l'abbiamo preso rosa.
M: eccerto... ce la siamo cercata.
M: anziiiii ... tu hai idea di come si possa rimpicciolire il carattere degli sms?
C: ... ascolta... è tutto il giorno che quando suona lo guardo come se avessi in mano una bomba... secondo te so come impostare la visualizzazione degli sms?
M: ah... ok, scusa... c'hai ragione. Ma possibile che abbiano fatto dei caratteri da talpa???
C: sarà per dirci che stiamo diventando vecchie e orbe???
M: o madonna... per fotuna nella confezione, oltre all'auricolare, non abbiamo trovato anche la dentiera...
C: amicaaaaa... ma se stai scrivendo un messaggio e giri il telefono sul display ruota tutta la tastiera ... hai visto?
M: che cav...
C: eh? compra una vocale e gira la ruota...
M: fai poco la spiritosa... questo coso è anarchico ... mi partono i messaggi da soli. E sta cosa della tastiera è inquietante... aiutooooo!!!
M: sentiiii ... io lo riporto indietro. Voglio il mio vecchio telefono.
C: ma che stai a dì?
M: quando arrivano gli sms lui ti chiede: "mostra" o "chiudi". Ti pare??? Possiamo avere un telefono che ci insulta chiamandoci "mostra"?
C: ... sia mai ...
Noi torniamo ai piccioni viaggiatori. Se desiderate comunicare con noi andate in piazza nella vostra città e attaccate un messaggio alla zampa di un piccione. Poi convincetelo ad arrivare fino a Trento.
A breve ci organizzeremo anche con i segnali di fumo, non preoccupatevi.
lunedì 9 novembre 2009
La professoressa.
E stavolta, per professoressa, non intendo dire la nostra Cally.
Sabato mattina ho accompagnato mamma Mafaldi a fare un po' di sano shopping. Entriamo in un negozio del centro. Sono concentratissima nella difficile attività di prova di un cappello (e vista la mia poca simpatica per berretti e simili è già un notevole passo avanti verso degli inverni con le orecchie calde) quando passa accanto a me una figura vagamente familiare.
Sabato mattina ho accompagnato mamma Mafaldi a fare un po' di sano shopping. Entriamo in un negozio del centro. Sono concentratissima nella difficile attività di prova di un cappello (e vista la mia poca simpatica per berretti e simili è già un notevole passo avanti verso degli inverni con le orecchie calde) quando passa accanto a me una figura vagamente familiare.
Infatti ... eccola... avvolta nel suo cappottino tutto peloso, con i suoi capelli raccolti e lo sguardo un po' perso... la mia ex professoressa di italiano.
Il dubbio mi assale. La saluto? O non la saluto?
Non arrivo nemmeno a finire di pormi la seconda domanda che lei si gira verso di me e mi guarda perplessa. Io presa in castagna come quando mi beccava a chiacchierare con la mia fida compagna di banco reagisco d'istinto e mi avvicino con entusiamo.
M: "professoressa... buongiorno si ricorda di me? Sono Mafalda Mafaldi"
P: "ohhhhh Mafalda" (baciandomi) "quanto tempo. Sei cambiata tantissimo"
M: "Eh si ... sono passati un po' di anni..."
P: "ma sei veramente diversissima. Sei più slanciata, sei bionda ... sei proprio una bella ragazza"
M: "è un modo carino per dirmi che alle superiori è un orrore??? Putroppo lo so..."
P: "nooo non volevo dire quello ... hai mantenuto il tuo umorismo, eh!"
M: "ho tenuto quello e tagliato un po' di doppie punte... mi pareva la scelta più sensata!"
Si avvicina anche Mamma Mafaldi e la professoressa inizia un lungo, lunghissimo (ora mi ricordo perchè le sue lezioni mi parevano durare due ore e mezza anzichè i canonici 50 minuti) monologo sulle nuove generazioni e la difficoltà di insegnare.
P: "ahhhhhhh voi si eravate una classe interessante"
M: (noi?????) "mah ... da quel che mi ricordo..."
P: (interrompendomi) "eravate sveglie, attive, brillanti ..."
M: (oddio la professoressa deve fare abuso di alcool negli ultimi anni ... che brutta fine) "... a dire la verità..."
P: "è proprio da tanto tempo che non mi capita una classe come la vostra... ma ormai è diventato veramente difficile il mio lavoro"
M: "eh lo so ... la mia migliore amica insegna e ho una vaga idea dei problemi riscontrati dagli insegnanti"
P: "ahhh si, Mafalda, è proprio diventato un lavoro ingrato. Ma dimmi... hai notizie delle tue compagne?"
M: "si, si ... A luglio ci siamo trovate per una pizza e ..."
E le faccio un rapido riassunto della situazione delle ragazze che componevano la mia classe. Quasi tutte sposate con 2 o tre figli a testa.
P: "ahhh ... siete proprio tutte cresciute!"
M: "ehhh già!" (e la ringrazio per non avermi fatto notare che sono una zitella in confronto alle altre che sono tutte accasate con tanto di prole)
P: "beh, Mafalda... è stato proprio un piacere rivederti. Non sai quanta nostalgia ho della vostra classe. Ora vado a lezione e parledrò di voi a quegli asini della quarta"
M: "è stato un piacere anche per me. Arrivederci"
Secondo voi ho fatto bene a sorvolare sul fatto che lei, speso e volentieri, ci chiamava "le capre ignoranti"? Secondo me ha sbagliato clamorosamente classe... Oggettimente eravamo "sveglie, attive e brillanti" come un bradipo caduto in letargia.
Sarebbe stato brutto far cadere tutte le sue certezze.
... e poi, pensandoci... sempre meglio capre di asini, no?
mercoledì 4 novembre 2009
Caro Signor Facebook ...
In questi giorni sono un tantinellino polemica ... mica l'avevate notato, no?
Comunque ... dopo essermela presa con la pantegana che ci insegna a starnutire nella spalla per non contagiare il mondo con i nostri sputazzi voglio dire due paroline all'inventore di FB.
Uno si iscrive, carica la sua bella scegliendola tra le 2500 scattate durante le vacanze, e poi si trova davanti ad una scelta epocale; lo stato sentimentale.
Ora... le opzioni di facebook sono un tantinellino inquietanti e limitate.
Analizziamole:
SINGLE: e vabbè ... qui non ci sono dubbi. Uno lo mette per annunciare al mondo la sua disperazione oppure, al contrario, per far sapere che ha aperto le selezioni per trovare l'eletto o gli eletti (perchè porre limiti alla provvidenza) con i quali unirsi.
IMPEGNATO/A: ok. Non c'è nulla da spiegare.
FIDANZATO/A: UFFICIALMENTE: mahhh... e qual'è la differenza tra impegnato e fidanzato ufficialmente??? Dovrebbero dare delle tabelle che ti assegnano dei punti e a seconda del risultato ti segni in uno, o nell'altro stato.
Tipo:
- lui si è sorbito almeno due discussioni, post pranzo natalizio o pasquale, tra nonno e mamma che litigano su quale grado di parentela legasse il vecchio Zio Antonio (morto da almeno 10 anni) e il povero Signor Mario che abita nell'appartamento sotto la Zia Adelina (che si chiama zia per puro affetto ma zia non è): 15 PUNTI
- lui si è presentato a casa (se in tuta acrilica + 100 punti per questo test e meno 8.000 nel test "quanto è sexy il mio moroso) per il pranzo domenicale portando in dono i dolcini mignon della pasticceria più rinomata della città: 5 PUNTI
... e via dicendo...
SPOSATO/A. Ormai la cazzata la si è fatta... tanto vale confessarla.
RELAZIONE COMPLICATA: e quale relazione non lo è, scusate??? Voi avete mai vissuto una relazione che non fosse complicata? Oppure per poter esibire questo status bisogna aver partecipato a "C'è posta per te" e aver spiattellato a milioni di italiani il fatto che lui ti ha messo le corna con la maestra d'asilo del tuo fratellino ... che in realtà è tuo figlio, avuto a 13 anni da una relazione clandestina con il padre del tuo attuale ragazzo???
RELAZIONE APERTA: a cosa??? Aperta a che? Vuol dire "stiamo insieme ma non abbiamo nessun problema a trombare con chi ci pare"? E' un velato messaggio tra scambisti??? Mah ...
VEDOVO/A: e facciamo le corna! Eccheccavolo!
Ora... a parte la poca chiarezza delle categorie, non vi sembra manchi qualche cosa? Io proporrei di aggiungere qualche opzione, tipo:
- passo i miei sabati sera a guardare la DeFilippi (dove ho visto la storiaccia di cui sopra) e nella pubblicità giro su Criminal Mind... secondo te come sto messa a situazione sentimentale?;
- mah ... trombiamo allegramente da 8 mesi ma ho ancora delle difficoltà a memorizzare il suo nome;
- chiedetelo a lui/lei;
- se solo la smettesse di rubare i miei trucchi andrebbe benissimo;
- sono solo, non voglio una storia perchè amo la mia libertà ma non lasciatemi messaggi equivoci sul profilo altrimenti lui/lei si incazza da morire e mi fa il cazziatone.
e poi, scusate, ma manca la categoria regina. Ovvero:
- DERELITTA/O
o no?
P.S. ne approfitto per fare gli auguri di compleanno a Cugino che da Londra ci legge sempre. Non se lo meriterebbe perchè tratta male le donne... ma essendo derelitta d'animo gli voglio bene ugualmente.
Tanti, tanti, tanti, tanti auguriiiiiiiiiiii!
venerdì 30 ottobre 2009
Il caro estinto
Per festeggiare degnamente il compleanno, ieri la vostra Callista è andata in camera mortuaria.
Fermi là, non pensate a lutti in famiglia né a un attacco improvviso di necrofilia: è scomparso il papà di un collega di lavoro, e mi sono quindi unita a un gruppo di colleghe che volevano andare a fare le condoglianze direttamente sul posto. Pare che nei paesi si usi così: potevo mica fare la figura della “cittadina” insensibile? No, quindi forza e coraggio.
Si è offerta di prendere la macchina la collega stragnocca di religione, quella che in altro post ha consigliato la libera e selvaggia fornicazione fino al raggiungimento dell’uomo dei sogni. A noi si è unita la collega di matematica amante degli uomini alti e dei piselli lunghi. Ok, abbiamo un corpo docente piuttosto singolare.
La collega di religione ha una macchina inquietante: una Mercedes sportiva alta dieci centimetri da terra, nera con interni chiari. Assolutamente poco visibile. Siamo state abbordate da qualunque uomo per strada (compreso il vigile che ci ha fatto l’occhiolino), attratto prima dal mezzo e poi dal contenuto. Quando si dice la fortuna.
Arrivate in camera mortuaria, abbiamo cercato di mantenere un comportamento adeguato. Ovviamente il proposito è andato in malora in un secondo: perché le varie stanzette che ospitavano i morti, erano prive di nome. Onde evitare di benedire uno sconosciuto, abbiamo mandato in avanscoperta la collega di matematica, che ha sbirciato in tutte le stanzette fino a trovare il nostro caro estinto.
Due secondi di raccoglimento, poi la collega di religione (romana di origine) ha dato il meglio di sé: “Ahò, scusa papà der collega nostro, a te che sei morto ‘un te ne po’ fregà de meno, ma a me er pensiero de morì e de sta dentro ‘na bara co’ tutti che me guardano me fa rabbrividì. A Signò, te prego, famme morì a pancia piena e possibilmente co’ le gambe larghe, che almeno chi me viene a vedè se fa du risate”.
Alla faccia del raccoglimento. Siamo scappate dalla sala in preda alla ridarella. E per fortuna che avevamo l’intercessione divina (?), sennò a quest’ora eravamo tutte incenerite.
E giusto per rimanere in tema, buon Halloween a tutti!
giovedì 29 ottobre 2009
AUGURIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII ....
Visto che la torta non la posso preparare perchè siamo a dieta... posso almeno farti gli auri sul blog???
Buon compleanno Cally! TAAAAAAAAAAAAAAAAAANTI AUGURIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII
E al primo che dice che stiamo diventando vecchie prepariamo la torta... si, si, si ... con il goutalax!
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