Cari miei, le derelitte hanno degli affetti che sono punti fermi nelle loro vite. E come accade tutte le settimane, vado a trovare la mia mitica nonna. Anzi, guarda, visto che ci sono, chiamo pure la Mafy, che mi accompagna, e ci facciamo offrire la merenda: il the coi biscotti, che mia nonna ha sempre la credenza fornitissima. Uhm… Magari solo il the, dai, che poi andiamo in palestra per niente. The con poco zucchero. Vah, metto in borsa pure il dolcificante, non si sa mai...
Entriamo in salotto dalla nonna: e seduto a tavola, al posto dove si metteva sempre mio nonno, chi ti trovo? Lui: Giulianone Sangiorgi. OMMIODDIO: cosa ci fanno i Negramaro qui? Mi giro: sulla poltrona il chitarrista sta pigramente leggendo il giornale, mentre Pupillo si aggira inquieto per la sala. Inizio a sospettare di trovarmi in un bellissimo sogno: ma fa niente, lasciatemi dormire ancora un pochino che vedo come va avanti!
La nonna esce dalla cucina, col grembiule legato in vita: «Oh, ma ciao signorine, vardè che putei simpatici che è vegnù a trovarme… G’ho dit che ghe ofrivo el caffè!» (tradotto: ma ciao, signorine, guardate che ragazzi simpatici che sono venuti a trovarmi, ho detto che gli avrei offerto il caffè»). Io e la Mafy la guardiamo come un alieno: «Nonna, sono i Negramaro… Il gruppo, che canta…». «E allora? Che i canta o i balla, simpatici i è…» (tradotto: e allora? Che cantino o ballino, sono simpatici!). Nonna pragmatica: decisamente questa cosa è passata per via ereditaria.
Io e la Mafy ci sediamo dall’altra parte del tavolo, proprio di fronte a Giulianone nostro, in estatica contemplazione. La nonna decanta le bellezze delle nipoti (quella vera e quella acquisita) e Giuliano annuisce: «Si, nònna, sono pròprio due belle ragazze… Tu (rivolto alla Mafy) hai gli occhi belli come il mare del mio Salento, lo sai?». Io intervengo: «Sì, lo sappiamo, andiamo sempre in Salento, noi…». «Ma che brave, ragazze, allora conoscete il mio mare, che è bello come voi». Ah, che figo quest’uomo: un po’ banalotto, ma figo. Però questi complimenti spinti alla Mafy non vanno bene: devo intervenire facendola sparire. Detto fatto: mi giro e seduta al suo posto c’è mia nonna. La mia amichetta è “misteriosamente” scomparsa… (UAHUAHUAHUAHUAH…)
Giuliano si alza e si avvicina a me: mi guarda, mi abbraccia (nonna, girati…), avvicina la sua bocca alla mia… E vaffanculo, mi sono svegliata. Sveglia porca bastarda, ti odio.
Ora: questo sogno sarà mica stato dettato dall’aver visto QUESTA FOTO QUI SOTTO? Mannaggia…

PS: Scusa, Mafy, tesoro: ma il sogno era mio! Nella realtà non ti avrei mai escluso! Ehm…