martedì 18 giugno 2013

Piccole meraviglie crescono

E anche quest’anno scolastico volge al suo termine, con solo i poveri maturandi a faticare ancora sulle “sudate carte” di leopardiana memoria: soliti saluti, soliti adempimenti di fine anno, solite speranze di rivedere colleghi e (in qualche caso) anche studenti a settembre (ah, infausto destino dei precari!). Questo finale di anno però è stato rallegrato da una nuova usanza importata dall’America: il ballo scolastico, ossia orde di adolescenti infighettati che pervengono in luogo deputato e attrezzato come sala da ballo e mangiano e bevono rigorosamente analcolico (con professori addetti al controllo del beveraggio, come gli schiavi assaggiatori romani) fino alla mezzanotte, quando vengono sbattuti fuori dal bidello infastidito per gli straordinari serali.
Ovviamente l’idea non può che essere sostenuta dagli insegnanti più giovani, tra i quali mi trovo ancora – fortunatamente - pure io:  mi sono trovata quindi a dover organizzare tutto l’ambaradan e a partecipare come sorvegliante alla serata (ma più che altro ho cercato di mantenere l’aplomb dell’algida professoressa regina delle nevi, che mi viene tanto bene in classe ma molto meno bene nelle occasioni conviviali, perché in un paio di occasioni mi sono dovuta trattenere dal gettarmi in pista urlando).
Tutto si è svolto per il meglio: ragazzi bravissimi che si divertono davvero con nulla (alla faccia delle tragiche prospettive che i tg danno del mondo giovanile), nessun incidente di percorso, niente da segnalare. Niente, tranne lo Studente Invaghito.
Ora, da insegnante giovane e non racchia, mi sono trovata a volte in passato a fronteggiare studenti invaghiti: ma il tutto si risolveva in sguardi languidi, sospiri sul corridoio, interrogazioni che evolvevano in balbettamenti e coloriti scarlatti se si parlava d’amore o simili. Ma lo studente invaghito di quest’anno ha la faccia come il didietro e un coraggio che non ho manco io a trent… ehm, ventinove anni periodici.
Inutile dire che è corteggiato da orde di ragazzine dai 16 ai 18 anni per il suo fare simpatico e spavaldo; inutile dire che è pure un bel ragazzo, alto, moro e ben vestito; inutile dire che è pure bravino a scuola senza fare grande fatica ed è pure sportivo. Insomma, le ha tutte. Ma invece che gettarsi sulle compagne di scuola, ha deciso di perseguitare me: battute, complimenti, carinerie di ogni tipo sempre rimbeccate con cinismo e acidità sono servite a poco. Il minchione aspettava il ballo scolastico per mettermi in seria difficoltà.

Arriva sorridente e profumato circondato dai suoi amici, raggiunge l’angolo dove sono rintanata con i colleghi e mi saluta: “Prof, è un CASIN bella stasera!”
Io: “Grazie, ma magari i complimenti impara a farli in italiano, cucciolo!”
Lui: “Prof, ma non si formalizzi: il concetto c’è, ed è che lei è bellissima!”
Risatine dei compagni e mio rapido sollevamento delle sopracciglia, mentre cerco di non diventare paonazza. Questo mi mette seriamente in crisi.
La serata passa tranquilla, con gli occhi del cucciolotto sempre piantati addosso e sporadiche comparsate dietro angoli e colonne che mi facevano venire un coccolone ogni volta. Ma come in ogni festa che si rispetti, arriva il momento dei lenti. Il fesso avanza verso di me con passo deciso: io guardo il mio collega ignaro che beve una cocacola.

C: Oddio, viene a invitarmi
CICBUC (Collega ignaro che beve una cocacola): Chi?
C: Coso, lì. Viene a invitarmi a ballare.
CUCBUC: Ma valàààà, con tutte le compagne gnocche che ci sono stasera? Da te?
C: Grazie per la considerazione. E comunque ti dico di sì.
CUCBUC: Ma figur…
Ed ecco lo studente invaghito arrivato a noi:
SI (porgendomi la mano): Prof, posso invitarla a ballare?
C: Ecco, veramente…
CICBUC: Ma dai, vai!
C (mai che si facesse i fatti suoi questo): Ma no, non mi pare il caso…
SI: Prof, è solo un ballo, giuro che non le faccio nulla!
C: Non ho paura, eh, ti ricordo che quanto io facevo la maturità tu eri alle prese con i rigurgitini da latte!
SI: E allora, dai, mi faccia questo regalo!


In mezzo a un coro di “dai proooof, forzaaaa, vai Callistiiiii” con uno studente dal sorriso impeccabile e la mia faccia color pomodoro, ho ceduto e ho seguito SI a centro pista.
Ho immediatamente adottato la posizione “festa delle medie” quando ti toccava ballare con uno che non ti piaceva: braccio rigido per mantenere le distanze, bacino arretrato di quei 25 cm che impediscono ogni sfioramento, testa girata di 45 gradi per non respirargli sul collo. Io ero tesa come una corda di violino, lo studente rilassato come un angioletto.

SI: Grazie, prof, mi ha fatto un regalo stupendo. Sa, è tutto l’anno che ho un debole per lei.
C: Smettila! Sei fortunato che non sei un mio studente, altrimenti ti facevo bocciare. Balla e taci!
SI: Veramente, prof…  E poi lei ha un profumo buonissimo.
C: Ma benedetto, piantala! Prima di tutto hai veramente una faccia tosta che mezza basta… E poi su, in mezzo a tutta questo numero di gnocche della tua età, devi venire da me?
SI: Ma prof, lei è stupenda, intelligente, spiritosa: le mie compagne non sono abbastanza mature per me.
C (ussignur… Vabbè, vediamo di buttarla in vacca...): Ho capito, eh… Ti piace l’antiquariato!
SI: No, prof, non mi piacciono le cose vecchie. Mi piacciono le cose belle.

Non ho avuto il coraggio di replicare: ho sperato che la canzone finisse in fretta ma (come in ogni situazione drammatica) ho beccato il lento da 5 minuti e 04 (timing controllato a fine serata per vedere quanto avevo patito).
Ovviamente ho condiviso la vicenda con l’amica Mafalda.

C: Amica, hai capito cosa mi è successo?
M: E non gli hai dato due colpi?
C: Ma Mafy! Sono una donna impegnata e lui ha 19 anni!
M: Appunto, è maggiorenne!
C: Ma smettila! Ma dico, amica, te lo immagini questo a 25 anni come diventa? Altro che meraviglia…
M: Piccole meraviglie crescono, amica…
C: Ah!
M: Sigh!
C: Sob!

M: Nel dubbio… Non è che hai il suo numero? ;-) 

venerdì 31 maggio 2013

La bacchettona

Come ormai ben sapete, le vostre derelitte (con Olivia di CiVediamoAlleSette) sono tornate in palestra: due giorni a settimana facciamo un corso faticosissimo in cui un istruttore psicopatico ma bravissimo ci urla in faccia come in un campo marines, mentre un terzo giorno a scelta ce ne andiamo in sala pesi a fare un po’ di tonificazione generale. I risultati non si sono fatti attendere, ovviamente… Ma come capirete, non parliamo tanto di perdita di peso o rimodellamento corporeo, quanto di tragiche avventure in perfetto derelitt style.
Tanto per cominciare… Sapete benissimo del debole che noi nutriamo per i pelati: ecco, la palestra è popolata da calvi. Tre quarti degli istruttori lo sono! Praticamente non si distinguono per la maglietta “staff”, ma per la pelata. Tra questi calvi, uno è quello che ci ha convinto a iscriverci, ovviamente per la sua competenza in ambito sportivo e non per il fatto che indossa magliette piccole, pantaloni sconvenientemente aderenti sulle chiappe (di marmo) e ha gli occhi verdi come il mare. Ovviamente il suddetto pelato è pure fidanzato con una toporagna impedita che si allena con noi e distingue a fatica la destra dalla sinistra: il mondo è davvero ingiusto.



In compenso, alla seconda comparsata in sala macchine siamo state abbordate dall’altro istruttore: una via di mezzo tra zio Fester e la copia giovane di Galliani. Ci ha beccato mentre eravamo sulla cyclette a riscaldare le chiappe.
GG (giovane Galliani): Ciao ragazze, siete nuove?
C: Ciao! Sì, ci siamo iscritte da 15 giorni!
GG: Oh, bene,allora poi vi seguo io mentre fate la scheda, così controllo se fate gli esercizi.
M: A dire il vero, facciamo palestra da 10 anni…
GG: Tanto non ho niente da fare! Comunque piacere, io mi chiamo Fausto.
C&M: Piacere, Callista e Mafalda! (ma sapete che le derelitte in realtà hanno lo stesso nome…)
GG: Uh, vi chiamate uguali? Ma dai? Mi prendete in giro?
C: No, se dobbiamo prendere in giro qualcuno ci inventiamo qualcosa di meglio…
GG: Ahahah! Dai, allora a dopo!

Già qui dovevamo capire che il babbeo brillerà in effetti per muscoli, prestanza fisica o crapa pelata, ma non per astuzia.  È bastato che ci seguisse in 3 postazioni per sentire prepotente dentro di noi la voglia di fargli inavvertitamente cadere un peso da 10 chili sul mignolino del piede: Fausto, infatti, ha un umorismo che farebbe ammosciare i capelli anche a Rodotà e, soprattutto, parla per luoghi comuni. Una tragedia, che è deflagrata in tutta la sua potenza alla pectoral machine. Mafalda è seduta e sta facendo l’esercizio, Fausto è in piedi accanto a Callista in attesa.
F: Ma voi che lavoro fate?
C:  Io insegno.
F: Ma dai? Dove? All’asilo?
C (perché tutti mi chiedono se insegno all’asilo?): No, al liceo.
F: Ah. E cosa insegni?
C: Italiano e Latino
F: Dai? Ma sei severa? Secondo me hai la faccia da BACCHETTONA!
C: Lo prendo come un complimento.

Mentre il povero Fausto si scavava la fossa da solo avventurandosi in un terreno fatto di “ah, ma i giovani d’oggi sono tutti disperati” e “chissà che fatica farai a farti rispettare”, io ho attivato la modalità risposta automatica modello vecchietta in coda alla posta che si lamenta di tutto: sguardo fintamente presente, testa che oscilla su e giù, annuendo, vocalizzi di assenso (ehhh già, ahhhh sì, come no, eeeehhh…).
Finalmente, dopo una conferenza di pedagogia degna di un novello Don Milani, Fausto si cava dai piedi. Mafalda ha le lacrime agli occhi dal ridere.
M: Amica, hai fatto colpo.
C: Zitta!
M: Quando ti ha dato della bacchettona pensavo di morire.
C: Questo immenso minchione… Vabbè, andiamo a ritirarci la tabella e doccia!



Alla postazione, Fausto ci attende implacabile.
F: Ragazze, ecco qui la tabella nuova. L’ho fatta pensando ai vostri bisogni…
M: Ma noi non ti abbiamo detto niente  al riguardo!
F: Sì, ma io vi ho controllato mentre facevate gli esercizi! Vi ho fatto lo scanner, ahahah!
C: Eh, un lavoraccio il tuo, eh?

F: Ah ah ah.
C: Vabbè, grazie e ciao!
F: Ma dove andate di bello? Aperitivo stasera?

M: Di giovedì? No, noi pecchiamo solo nel fine settimana.
F: Ah, ma non andrete mica a casa?

C: Sì, siamo noiose e bacchettone. Ciaooooooo!

Se chi ben comincia è a metà dell'opera, nutriamo un senso di inquietante timore per i prossimi mesi.

lunedì 13 maggio 2013

Il capogiro

Dialogo tra Callista e classe numero 1.

Classe: Proooooof, ma come mai ieri non è venuta a scuola? Era malata?
C: No, mi sono dimenticata la strada.
Classe: Prof, non ci prenda in giro... 
C: Non è successo niente, ragazzi, ieri mattina mi sono alzata, stavo poco bene e mi girava la testa. Probabilmente un calo di pressione.
Classe: Non è che è incinta?

Dialogo tra Callista e classe numero 2.

Classe: Prof, ha marinato ieri?
C: Sì, sono andata in Bondone a prendere il sole.
Classe: Non ci crediamo!
C: Astuti! Ma no, ieri stavo poco bene e...
Classe: Prof, è incinta?

Dialogo tra Callista e classe numero 3.

Classe: Prof, come sta, è guarita?
C: Sì, grazie, ragazzi, sto meglio.
Classe: Aveva la nausea?
C: No, chi vi ha detto questa cosa?
Classe: Il prof XY ci ha detto che le girava la testa, pensava di dircelo che è incinta o no?!? Lo sapevamo noi!

Mio Dio: mi vedono evidentemente grassa. Aiuto.

martedì 30 aprile 2013

Pan di Stelle


Callista e Mafalda sono tornate in palestra. Un po’ per evitare di perdere i pezzi all’affacciarsi dei fatidici… ehm… 24 anni, un po’per eliminare qualche chiletto accumulato durante l’inverno, insieme a Olivia di “Ci Vediamo alle Sette” abbiamo infilato tuta e scarpe da ginnastica e via, verso nuovi incredibili dolori muscolari.
Ovviamente, insieme alla palestra, è partito anche il programmone “Dieta sana, varia e povera di ogni cosa sia golosa”: praticamente una quaresima ritardata, per vincere la lotta contro l’odiata BB (che come ben sapete, non è Brigitte Bardot, ma la Bilancia Bastarda).
Inutile dire che, ogni qualvolta una donna decida di limitare l’apporto calorico, partono inviti su inviti a cena, offerte di cibo a tutte le ore, merende, carichi di viveri che manco un programma umanitario: chiunque decide di invitare la povera Derelitta a un peccato di gola. Come stamattina…

Mi reco come ogni giorno a scuola, in stato semicomatoso per la carenza di sonno e con l’acido lattico che regna dentro me come un sovrano del male: livello agilità 1, ossia “gatto di marmo”.
Rantolo alla macchinetta del caffè: ed ecco il collega giovanissimo, sportivissimo e magrissimo che si presenta con un pacchetto da 750 grammi di Pan di Stelle. Ora, io per i Pan di Stelle potrei anche vendere un parente: sono in assoluto i miei biscotti preferiti, soprattutto se inzuppati nel caffellatte: remoti ricordi di un metabolismo adolescenziale.


CGSM (collega giovanissimo, sportivissimo e magrissimo): Ciao Cally, vuoi?
C: Pan di Stelle? Sia mai, vade retro! Che Tra un mese devo mettere il costume da bagno
CGSM (sgranocchiando): E allora?
C: E allora tu sei un uomo, non puoi capire.
CGSM: Mah. Comunque se cambi idea e li vuoi a ricreazione, sono nel mio armadietto.
C: Smettila!
CGSM: Se li mangi, poi puoi smaltire con me: stasera andiamo a fare una ciaspolata in notturna con alcuni amici, prima che diventi troppo caldo.
C: Ciaspole? Notturna?  A me???  Guarda, l’unica cosa che mi potrebbe convincere a fare una cosa del genere sarebbe una lauta cena al rifugio. Ma sono a dieta.
CGSM: Se cambi idea, noi partiamo verso le otto… (Offrendo il pacchetto di biscotti) Comunque, sei sicura che non ne vuoi?
C (ritirando il caffè dalla macchinetta): NOOOOOOOO! Ma poi, scusa, mangi i biscotti a secco, senza neanche un caffè? Ne vuoi uno?
CGSM: No grazie, va bene così.
C (offrendo  il bicchierino al collega): Sicuro? NON VUOI PUCCIARE IL BISCOTTO?

Giuro che lui è rimasto totalmente impassibile: ha anche garbatamente rifiutato l’offerta. Credo non abbia colto l’orribile doppio senso che invece hanno colto tutti gli altri colleghi che erano alla macchinetta con me. Adesso ogni volta che mi vedono con un caffè, urlano “Se volete, la prof Callisti fa pucciare il biscotto”. Maledetti.  Si accettano suggerimenti per una lenta e dolorosissima vendetta.

lunedì 22 aprile 2013

Ci vediamo alle sette?


Ebbene sì,  noi Derelitte siamo precursore in ogni campo, non solo per quanto riguarda la “disgraziataggine”. In attesa che in Italia liberalizzino i matrimoni gay, abbiamo pensato di anticipare i tempi: insieme a due amiche di lunga data, abbiamo dato la vita a una nuova creatura.

È con sommo piacere e onore che Callista e Mafalda vi presentano, insieme a Mirta e Olivia, il nuovo blog a 8 mani “Ci vediamo alle 7”: chiacchiere tra donne all’ora dell’aperitivo.  

Mirta e Olivia sono, in realtà, vecchie conoscenze dei nostri lettori più affezionati e “antichi”: i nomi suggestivi tradiscono le loro origini poco trentine… In effetti, io e la Mafy abbiamo cercato di trovare due nomi alternativi ai nostri per omogeneizzare questa scelta poetica… Ma chiamarci “Canederla” e “Teroldega" piuttosto che “Melinda” e “Marlene” ci pareva poco elegante… Quindi abbiamo deciso per la fidelizzazione: voi, che leggete e commentate da sempre le Derelitte, potevate altrimenti  averne a male, no? (Questa è la scusa che abbiamo usato con le nostre amiche, siete pregati di supportarci e coprirci, grazieeeeee…)

Come vedrete, siamo tecnologicichissime (uots?): infatti io e Mafalda ci limitiamo a scrivere i post con la penna d’oca e poi le nostre amiche gggggiovani e ferrate sul web pensano al resto. Ci trovate su Facebook, Twitter, Instagram, tra un po’ verremo direttamente a casa vostra a farvi compagnia mentre bevete il caffè.

Gli argomenti… Bè, saranno i più disparati. Troverete i post delle Derelitte ma anche tanto materiale inedito, consigli di bellezza, salute, tv, libri, viaggi, bricolage, cucina… Insomma: tutto quello che non può mancare nella cultura di ogni lettore del nostro Diario, donna o uomo che sia (per rimorchiare, cari uomini, bisogna conoscere l’universo femminile… E allora seguiteci!!!).

Venite a trovarci, vi aspettiamo con tanto affetto: e se non lo fate, iniziate a guardarvi alle spalle. Noi vi vediamo! ;-)

Le vostre Derelitte da oggi anche su CiVediamoAlle7


!

giovedì 18 aprile 2013

La dolcevita

Ed eccoci alla terza e (per ora) ultima tragica figuraccia con la famiglia Clooney: considerando che ci sono ancora due mesi di scuola, conto di deliziarvi ancora con numerose altre simpatiche avventure. Ma intanto accontentatevi di questa… 
Tema di italiano: Georgy Junior esce almeno 5 volte a chiedere delle babbionate pazzesche sulla traccia da svolgere: “Prof, va bene se faccio così, ma se io scrivo questo è sbagliato, ma cosa ne dice se metto questo e quello, ecc ecc ecc”. Dicesi bisogno di conferme. Io rispondo affabile e scuoto la chioma, che non guasta mai, mentre troneggio dalla mia cattedra sulla sofferenza dei miei poveri studenti. 
Alla sesta uscita, ecco la protesta di un sottoposto: “Georgy, hai finito di importunare la prof?” 
Io: “Ma cosa stai dicendo? Georgy non mi importuna mai, anzi. Se ha dei dubbi, è giusto che chieda!” 
Altro sottoposto: “Ma prof, allora le chiedo anch’io le cose!” 
Io: “Ragazzi, scusate, ma non è che voi non potete fare domande, eh! Io rispondo a tutti! Se Georgy è una persona intelligente e si pone degli interrogativi, è un bene. Anzi, prendete esempio!” 
Mamma mia, che crudeltà… Probabilmente Erode, Nerone, il conte Vlad e Barbablù si sono reincarnati in altrettanti diciassettenni trentini: e sono finiti tutti nella mia classe. 
Altro sottoposto: “Bè, ma magari lei pensa che le facciamo domande solo per fare i lecchini.” 
Io: “Lecchino non è un termine dell’italiano corretto. Non rispondo a chi parla come se fossimo al bar.” Sottoposto: “Ma sì, insomma, magari uno continua a uscire e a fare domande solo per farsi vedere!” 
Voce dal fondo: “ O PER VEDERE!” 
Il cervello frulla un attimo a vuoto e poi capisco il senso misterioso dell’affermazione dal fondo: evidentemente la maglia scollata a V che avevo addosso era un po’ troppo a V. Ma ci avevo messo pure un foulard! Porca zozza! 
Fingo per l’ennesima volta di non aver sentito, mentre controllo con la coda dell’occhio lo scollo cercando di immaginare cosa si possa vedere stando in piedi accanto a me seduta: prometto tremende punizioni a chi oserà ancora commentare a sproposito e prendo il tema di Georgy, che nel frattempo è rimasto inebetito accanto alla cattedra; noto che ha ripreso un simpatico color carminio. Rispondo alla domanda che mi aveva fatto e lo rimando a sedere. 
 Inutile dire che: 1. Georgy non è più uscito durante tutto il resto del tema. 2. Il giorno dopo, nel dubbio, ho messo la dolcevita.

mercoledì 27 marzo 2013

Come porti i capelli bella bionda!

Ok ... ci ho provato ... ho tenuto i capelli scuri per quasi due anni ... ma ormai il mio essere bionda dentro sta prendendo il sopravvento ... voglio la mia lunga chioma chiara!

E poi è primavera (si, vabbè... fa meno dieci e nevica ... ma anche voi come siete pignoli!) serve una novità!

Sabato scorso sono andata dal mio parrucchiere di fiducia.
Forse ve lo ricorderete ... Cally ed io lo abbiamo simpaticamente denominato CMDF  "checca-mani-di-forbici" per la sua immensa abilità nei tagli e nei colori e per il suo folcloristico modo di manifestare al mondo il suo essere gay.

Arrivo in salone alle 9 con gli occhietti ancora pieni di sonno e mi siedo sulla poltroncina attendendo il mio turno. Accanto a me una signora sta ritoccando il suo color arancio fosforescente. (Ussignur).
CMDF si avvicina a me e comincia a chiedermi cosa voglio fare.
M: " ho bisogno di biondo! Help me"
CMDF: "guarda ... sono appena tornato da Londra dove abbiamo fatto dei colori S-T-U-P-E-N-D-I ... devo assolutamente farti le meches nuove che si sposano perfettamente con il tuo shatush!"
M: "sai che mi fido ... fai tu"

In quel momento la signora accanto mette una mano sul braccio di CMDF dicendo "Non la farai mica bionda?"
Io mi giro fulminando la donna color carota geneticamente modificata ... sulla mia fronte compare chiaramente la scritta "Cazzo vuoi?" ma cerco di celare tutto con un sorrisetto falsamente amichevole.
Lei va avanti "ahhhh no ... questa qui è mora. Non puoi farla bionda!"
CMDF: "ma no! E' ora di cambiare! E' stata scura per un bel po' ... e poi con questi occhioni blu il biondo le sta benissimo"
Ma niente, la signora non cede e continua nella sua arringa : "No, no  ... bionda sta malissimo ... ha i lineamenti da mora. Anzi, adesso è pure troppo chiara! Scuriscila!"
Nel frattempo io avevo finito di contare fino a mille (come prevede il manuale delle buone maniere) ma con scarsissimi risultati sulla mia ira funesta così mi sono girata e, cercando di mascherare un insulto con una battuta, ho detto ridacchiando: "scusi, ma sentire criticare la mia scelta da chi ha un colore importabile anche per Lady Gaga mi pare bizzarro!"

Si, la mattina sono sempre di buonumore! Tiè.

Abbandono la mia seggiola vicino alla criticona e vado verso il mio destino da  derelitta bionda!

Dopo delle meches a due colori, una tonalizzazione, due shampoo, un trattamento di ricostruzione e tre ore e mezzo abbondanti ritorno davanti allo specchio per taglio e piega.
Sulla mia sinistra una signora di una certa età  si sta facendo la permanente, sui capelli  corti e grigi. Legge Famiglia Cristiana e borbotta tra se e se.
Alla mia destra, CMDF sta facendo un taglio alla El Shaarawy (cresta alta e rasato ai lati)  ad un ragazzo. Avrà una ventina d'anni e sta raccontando che lavora nelle discoteche nei gruppi di animazione.
Poco dopo entra in salone il suo manager. Un ultra cinquantenne superggggiovane.
Camminata spavalda,  parlantina travolgente e dentatura di un bianco cangiante mostrata nel tutto il suo splendore mentre mastica una gomma.
Comincia a gironzolare per tutto il locale attaccando bottone a chiunque.
Invita tutti alla serata che ha organizzato per la sera lanciandosi in dettagliate descrizioni del programma.
"Ci sarà uno spogliarellista ... lo abbiamo chiamato direttamente dalla California. E' un ragazzone!"
Dall'entusiasmo con cui descrive  i muscoli del manzo americano comincio a sospettare che la sua ammirazione non sia pretamente professionale.
"Poi ci sarà lo spettacolo delle drag e  gran finale con  la sosia di Madonna ..."
Alla parola Madonna noto due distinte reazioni.
La signora accanto a me alza la testa da Famiglia Cristiana (probabilmente le pagine erano diventate improvvisamente calde) e squadra "supergggggiovane", dopo una rapida occhiata di disappunto, continua a leggere il corposo articolo sul nuovo Papa.
CMDF, che nel frattempo ha terminato con la cresta e si sta dedicando ai miei capelli,  esclama "ma io AMO Madonna!" rischiando di mozzarmi mezza recchia dall'entusiasmo!
Comincia a raccontare di quanto sia forte la sua passione per miss Ciccone, delle pazzie fatte per andare ai suoi concerti, di quanto ascolti i suoi cd ... ecc.
Superggggiovane si avvicina e con aria complice gli dice: "posso raccontari un segreto?"
Senza attendere risposta e senza modulare la voce per portarla ad un tono consono al racconto di  una confidenza: "hai presete il suo primo concerto a Roma? Io c'ero ed ero in prima fila. Era così, figa, ma così figa che mi ha eccitato! E' l'unica donna che in tutta la mia vita me l'ha fatto diventare duro"

Momento di silenzio in tutto il salone.
Poi un tonfo sordo.
E' la pia signora alla mia sinistra che si è accasciata al suolo.
Credo sia morta.

Ma che me ne frega ... ormai sono bionda!
Scuoto i capelli e sorrido!