giovedì 10 settembre 2009

Ma dove va a finire il fiumeeee...

Ok, è vero che le derelitte sono donnine pretenziose e pure esigenti. Ma questa volta abbiamo di che lamentarci riguardo a una categoria di uomini: quelli che pensano che per abbordare una donna in discoteca serva chissà quale frase ad effetto o chissà che messa in scena. No, cari uomini, niente affatto: tanto lo sappiamo che se ci rivolgete la parola in un locale non è per chiederci dove abbiamo comprato le scarpe. Volete rimorchiarci.
E allora tanto vale essere semplici: ciao, come ti chiami, da dove vieni, posso offrirti qualcosa da bere, sei fidanzata. Fine. Le fanciulle vi faranno capire subito se c’è trippa per gatti. Lanciarsi i
n pericolosi discorsi che mirano all’originalità è una bomba a orologeria: che il più delle volte vi scoppia in mano… O siete dei geni della dialettica oppure meglio restare sul banale. Come diceva un famoso teorema (?), cambiando l’ordine degli addendi il risultato non cambia. Ma a voi il risultato interessa. Fate operazioni semplici, c’è meno rischio di sbagliare! Dopo la dissertazione astratta, ecco l’esempio concreto.

Gallipoli by night: le derelitte e Giogio sono in un lido a ballare. È serata solo musica italiana: si canta a squarciagola e si danzano sulla sabbia tutte le peggiori canzoni della storia, dal Ballo del qua qua al Giocagiuè. Improvvisamente accanto a noi fanciulle - per altro con top rispettivamente rosso, bianco e verde, manco a farlo apposta - si materializza un gruppo di ragazzi vestiti in maniera bislacca: un misto tra Pinocchio (per via dei pantaloni
a mezzo polpaccio) e il principe di Galles (per le camicie inamidate col collo alto venti centimetri).
Dopo un brindisi all’urlo di «Questa notte è ancora nostra!» (Antonellone Venditti docet), iniziano a puntarci. Uno dei tre, con un tragico aspetto da Nerd, inizia a fissarmi le tette, poi dà di gomito al suo amico e urla, facendo il verso a una nota pubblicità: «Sono finteeeee!». Immenso somaro, tanto per cominciare impara a moderare il tono della voce se sparli di qualcuno, come facciamo sempre noi che vi abbiamo appena rovesciato addosso una quantità di malignità che ne bastava mezza: e poi non osare dubitare della veridicità delle derelitte, che sono tutte naturali: anche i capelli ci crescono naturalmente con le meches, cosa credi?

Faccio finta di niente, aspettando il momento giusto per vendicarmi. Il che si presenta poco dopo: il nerd si avvicina sculettando su non so che canzone e inizia a ballarmi accanto. Tre secondi dopo pesta un bicchiere di plastica di quelli duri: ovviamente scalzo. Credo si sia amputato almeno due dita e una vena, ma ha finto indifferenza e ha de
tto solo «Ops, pensavo di averti calpestato una ciabatta».
Ciabatta? Sia mai, io metto solo tacchi a spillo. Ma ho sorvoltato: «No, era un bicchiere. I miei sandali sono lì».
Lui,
indefesso: «Ah ah ah. Vabbè, potremo pensare di lanciare una nuova moda, no? Un bel sandalo a bicchiere».
E (orroreeeeeeeee) prova a infilare il piedaccio dentro il bicchiere rotto.

Io: «Certo, lo vedo molto comodo».

Lui: «Forse tu che hai il piedino piccolo ci passi. Prova!»

Io: «Ma anche no. Chissà cosa c’era dentro.»
Lui: «Bè, adesso c’è la sabbia».
Io: «Appunto».
E riprendo a ballare.
Ora, una persona con un’intelligenza superiore a un mocio vileda avrebbe colto il mio totale disinteresse all’abbordaggio. Ma invece no, il Nerd ha perseverato riavvicinandosi.

N: «Di dove siete, ragazze?»

C: «Di Trento».

N: «Ah. Ma Trento Trento?».

C: «No, Trento e Trieste».
N: «Eh?».

C: «Niente, ironia storica».

N: «Noi siamo di Parma».

C: «Ah, ma dai? Bella città».
N: «Infatti… Ma mi togli una curiosità? Sai, io passo spesso sopra Trento, perché, non per vantarmi, ma lavoro sugli aerei…»


Certo, pulendo i gabinetti, probabilmente. E poi avevo notato che avevi una somiglianza sputata con Maverick di Top Gun. Potevi pure fare a meno di vantarti…

C: «Dimmi».

N: «Prima
di Trento, dove vedi quella collinetta con su quella cosa bianca…»

Il che mi fa capire immediatamente su che razza di aerei deve lavorare questo per passare a un altezza di 700 metri: gli alianti o gli elicotteri della Playmobil.

C: «Non è una cosa bianca, è il mausoleo di Cesare Battisti».

N: «Sì, insomma, quello. Prima. C’è un fiume».

C: «Che sia l’Adige?»
N: «Nooo, che esce dalla montagna».

Momento di panico: questo vede fiumi che escono dalla montagna a Trento? Sto parlando con un maniaco visionario? Poi rifletto bene. E mi viene in mente questa:
C: «Ma parli della cascata di Sardagna? Dove c’è la funivia?»
N: «Sììì, la funivia!»

C: «Ah, perchè mi sembra tutto fuori che un fiume…»

N: «Vabbè, dai… Quella cosa lì… Mi sono sempre chiesto: ma dove va a finire?»

C: «Cade nel vuoto… E poi finirà nell’Adige, dove vuoi che vada…»

N: «Ah, grazie, mi hai risolto un rebus!»

Un REBUS? Ma sei scemo? A parte il fatto che nessuno mai mi aveva abbordato chiedendomi dove va a finire la "Roza de Sardagna", che è una cosa di una tristezza mortale, ma poi, come parli? Ti posso aver risolto un dubbio, chiarito un interrogativo, svelato una curiosità. Ma il rebus no, immenso pirla, ti chiami Edipo e io ti sembro una sfinge? No! Anche se adesso come adesso vorrei tanto divorarti…
(Se non si fosse notato Callista odia le persone che non usano i sinonimi nel modo giusto. Ok, è acida e antipatica. NdA)
A questo punto chiunque se ne sarebbe andato: ma io no, perché sono cattiva e vendicativa, oltre che acida e antipatica. Quindi è scattata l’ora della rivincita.

C (con aria cospiratrice e parlando sottovoce, avvicinandosi all'orecchio del disgraziato): «Bè, già che ci siamo te ne risolvo un altro, di rebus».
N (con bava alla bocca): «Ah sì? Quale?»
C (indicando le sue tette): «Sono vere! Perché ho sentito che prima ti interessava…»

N: …

C: «Ciaooooo!»


E me ne sono andata, scuotendo i capelli.
Ma dove sono finiti gli uomini seri? Sigh.

11 commenti:

Pink ha detto...

Cally...sei un mito!!! ;D

Mammamsterdam ha detto...

E ma lo hai distruttoooo (ben gli sta). Lo ha fregato lo strafare, dai che se ti chiedeva solo della cascata senza tutto il contorno di scemite almeno era originale.

Denn ha detto...

ben fatto!e però hai pensato che quello si sarà fatto delle pippe mentali assurde?sono un ragazzo e avendone viste molto di peggio sono quasi sicuro che agli amici avrà detto che ci stavi di brutto ma che te ne sei dovuta andare via!che tristezza..

la Ire ha detto...

grandeeeeee!

Grace Duck ha detto...

GRANDEEEEEEEE!!!!

Erica ha detto...

Povero scemo! Gli sta bene! Brava Cally!

GMAIL ha detto...

Sette minuti con una bella donna
e il cervello maschile va in tilt

http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/scienze/bella-donna/bella-donna/bella-donna.html

comunque quello di guardare il seno
e controllare se sia 'operato' penso
sia pratica e curiosita' comune...

S.B. ha detto...

Queste però le devi filmare!! Noi vogliamo godecele su youtube! :-D

Jane (Pancrazia) Cole ha detto...

uahuahuahauha!!!
Fantastica!!!!!

Anonimo ha detto...

Che fosse una roza ci si poteva arrivare, che venisse da Sardagna non c'erano dubbi, ma che si chiamasse proprio "Roza de Sardagna" l'ho imparato adesso. Non vedo l'ora di trovarmi a passare da quelle parti con qualcuno, e prima di infilarmi sotto el Dos Trent lasciarlo a bocca aperta, impressionato dalla mia immensa cultura locale, dicendo: "... e qui sopra, sulla sinistra puoi ammirare la Roza de Sardagna..."
Stame ben.
reditugo

Baol ha detto...

La semplicità! Cavoli, ma non potevate darmeli quando ero single questi consigli?!!!

Comunque vi adoro, sEppiatelo