Fatto sta che dopo settimane di agonia notturna, mi sono decisa ad andare in farmacia a chiedere aiuto. Datemi uno spray, del napalm, qualcosa. Ma fatemi respirare.
La farmacista, con l'aria complice della spacciatrice, mi appoggia sul banco una confezione verdina di decongestionante: «Uno spruzzo per narice prima di dormire, e vedrai, per me funziona benissimo». Esco felice dalla farmacia pregustando una notte intera di sonno ristoratore. Ma ecco che il bugiardino infrange i miei sogni di gloria: sconsigliato nei casi di ipertiroidismo (ehvabbè, ho pure quello, e allora?). Torno mesta al bancone. La farmacista scuote la testa sconsolata e mi porta un altro decongestionante; leggiamo insieme: «Controindicato per glaucoma (mi manca), malattie cardiache (mi manca), prostatite (mi manca, strano, eh?), ipertiroidismo (ce l’ho!)». Ripetete la scena per altri quattro o cinque spray: niente da fare. Per la mia tiroide ballerina sono costretta a morire soffocata o annegata dalla bava. Ma la farmacista ha l’asso nella manica: uno spray omeopatico. Quando uno è disperato, si attacca a tutto, e in effetti l’ho comprato, temendo fosse acqua sporca. Spray alla pulsatilla: mi sto infilando una collega blogger nel naso. Speriamo faccia qualcosa. Nel frattempo soffro.
Ma questo è niente se confrontato con le mie innumerevoli e recidive cistiti… Spinta dalla disperazione, dopo mesi di inutili tentativi col medico di base, sono andata dall’urologo. Passi il fatto che ho pagato 70 euro per fare pipì in un water finto computerizzato (e anche qui gli uomini arriveranno a frotte), che mi sono fatta fare un’imbarazzante ecografia addominale da un medico super sexy, e pure che per una settimana ho ingoiato pillole di antibiotico lunghe 2 cm. Ma anche qui ho avuto la malaugurata idea di leggere il bugiardino, lungo come l’elenco dei santi. Niente controindicazioni allarmanti. Ma ho avuto il piacere di constatare che l’antibiotico era utile anche nei casi di «antrace respiratorio», ad esempio. Bene, così se i terroristi attaccano Trento, sarò l’unica sopravvissuta. Ma la cosa migliore è stata la lettura degli effetti collaterali, tra cui figuravano «diarrea» e «stitichezza». Insieme? O a fasi alterne, cinque minuti l’una e cinque l’altra? Sono problemi grossi, eh…