martedì 13 maggio 2008

Cambio stagione

Dopo il disboscamento di capelli, ieri ho fatto un salto anche da Saraminchia per terminare l’opera di alleggerimento primaverile. Il raffinato donnino mi ha fatto accomodare sul lettino della tortura e ha iniziato a spalmare cera sui polpacci: «Vara varaaaa, madonaaa, che bianca che te seiiiiiiiiiiiiiii». Grazie, cara, come se non avessi abbastanza di sentirmelo dire a tutte le ore del giorno e della notte. Sciaff, sberla sulla chiappa: «Coss’elo ste bugne (botte) nere?». «Eh, ho fatto una cura di punture, mi sono rimasti un po’ di segni…». «Madonaaaaaaaaa, pensavo te avessi combinà robe turche…». «Ehm…».

Ma poi arriva il momento tragico.

S: ‘Scolta, fente la ceretta estiva? (Ascolta, facciamo la ceretta estiva?)

C: Estiva? Cos'è, al gusto di cocco?

S: Dai, ensemenida... Sì sì, dai, che ven calt. (Suvvia, scioccherella... Sì, dai, che viene caldo)

Strap, strap, straaaap.

Ahi.

Ora, cosa vuol dire ceretta «estiva»? A forma di ombrellone? Di sdraio, di anguria? Di tramonto salentino? A strisce, come i teli da mare? O a ondine, come la battigia bagnata dalla spuma marina? O molto peggio? Non è dato saperlo, se non dopo la realizzazione.

Io, per non sbagliare, ieri non ho osato controllare. Ma la doccia di stamattina è vicina... Nel frattempo si accettano scommesse.

lunedì 12 maggio 2008

Novità in casa Cally

Visto che l’ha fatto la Mafy, allora lo faccio anch’io: non voglio affatto essere da meno. Voglio fare tutto quello che fa la mia amichetta, tutto, tutto, tuttoooooooooo…
Ok, basta.


Quindi eccomi pronta per un brillantissimo resoconto delle novità dell’altra parte della coppia derelitta.

1. Non ho un coinquilino e non ho perciò il problema di dover trovare soprannomi per nessuno. In compenso, però, appena metto la testa sul cuscino di casa mia, mi parte una crisi d’asma allergica. Probabilmente sono stata colonizzata da un polline porco bastardo, quindi ho un coinquilino silenzioso e molesto. Ora, il problema non è poi tanto grave, visto che in attesa di sterilizzare tutto con il vapore, resto dai miei e mi faccio servire e riverire. E in casi estremi, posso pur sempre alzarmi dal letto infestato, inalare il broncodilatatore di routine e tornare a dormire. Ma se dovesse mai capitarmi un’avventura orizzontale, come la mettiamo? Se mi manca il respiro, do la colpa alle virtù amatorie dell’uomo di turno e svengo dignitosamente gridando «Ommmiodddio, che effetto mi fai»? Devo ancora trovare una soluzione.


2. Dopo il mandrillo gay della Mafy, vi sottopongo un altro problema botanico: il mio bambù, che dovrebbe essere la pianta con la crescita più veloce al mondo. L’ho comprato quando mi sono trasferita, a dicembre. Da allora forse si è alzato di un centimetro e ha messo mezza foglia. In compenso, ha acquistato un bellissimo color verde pallido malsano, pur ricevendo luce sufficiente a far crescere una piantagione di pomodori. Praticamente è come la padrona, colore da morto e nessuna capacità di prendere una forma affusolata. Per le foglie, mi sto attrezzando. Inutile dire che con bambù di mamma Callisti ci si può costruire un arredamento completo per un condominio.


3. Mi sono tagliata i capelli. Presa da un attacco di follia, ho eliminato una quindicina abbondante di centimetri di chioma. Adesso le bionde ciocche arrivano appena alle spalle e ho un ciuffetto sbarazzino che mi fa sembrare ancora più giovane. Mi sento la testa piccola piccola, ma sono contenta, soprattutto perché lo scuotimento di capelli mi riesce alla grande. E poi tagliare i capelli ha un significato non solo materiale: si dà un taglio anche al passato. Quindi speriamo di aver tagliato via anche un po’ di sfiga, insieme alle doppie punte; ma senza esagerare. Che se trovo un marito adesso, non ho abbastanza materiale per fare l’acconciatura dei miei sogni. Cercherò di convincerlo a convivere, nel frattempo: ovviamente lo faccio solo per risolvere il problema del bambù, hai visto mai che sia gay pure quello…

venerdì 9 maggio 2008

Notizie da casa Mafy

Novità 1.

Non abito più da sola. Ebbene sì. Dopo un’esperienza assai difficile e provante con una mia ex collega, una successiva miniconvivenza con Cally e sei mesi di solitudine … da un mesetto ho un nuovo coinquilino … che dopo un intenso sforzo di fantasia ho deciso che chiamerò … “il coinquilino”. Mi è stato presentato da un amico fidato e, devo dire (sperando di non dovermi pentire prima ancora di finire di scrivere questo post) che è un bravo ragazzo. E’ un militare (pure parecchio graduato ma io non ci capisco nulla), e dopo aver vagato per mezza Italia adesso rimarrà a Trento per almeno 4 anni. Così ha deciso di uscire dalla caserma, almeno per quanto riguarda il tempo libero, ed è capitato a casa Mafalda. E’ molto simpatico, carino, educato, ordinato (anche più di me), cucina senza incendiare casa, non fa delle lavatrici sconclusionate e, elemento di super super super nota, si fa ampiamente i cazzi suoi.

Ha anche una nonna che lo chiama tutte le sere e che può dare degli ottimi spunti per dei post fenomenali. Vi terrò aggiornati.


Novità 2

Il cane Billy da quando lo sto foraggiando con i
biscotti che Cally ha fatto per LUI è moooooolto più simpatico. Mi abbaia contro moooolto meno rispetto a prima e anche quando, il sabato e la domenica mattina, decide di mettersi ad ululare al nulla proprio sotto la mia finestra, mi basta lanciargli un biscotto e se ne sta buono.

Devo ancora capire se è causa della glicemia alle stelle oppure del fatto che gli sto diventando simpatica.

In ogni caso a me importa soltanto il risultato. Poter rientrare a casa senza che tutta la via sia aggiornata dei miei spostamenti e poter dormire il week end.

Mafy 1 – Billy e il suo fegato 0


Novità 3

Il mio mandrillo è dichiaratamente gay.

Il giorno dopo aver scritto il
post il coinquilino si è trasferito ufficalmente a casa. Nel giro di due giorni il mandrillo è rinato. Si è sollevato dalla polvere (in questo caso dalla terra ma la polvere fa più “poetico”), è cresciuto e, addirittura ha fatto 4 meravigliosi fiori rosa intenso.
Mi sono dimenticata di fotografarlo ma Cally è testimone della rinascita.

Bene, direte … è un caso.

No, no … niente caso.

Il Coinquilino è tornato a casa sua per una settimana per mettere a posto alcune pratiche e trovare i genitori (e la nonna, ovviamente). Beh … a due giorni dalla partenza dell’uomo … il mandrillo è collassato.
Non sto scherzando. E’ proprio morto tutto d’un colpo.
Sono uscita la mattina in sala e l’ho trovato disteso per terra. Tutto lungo e disteso sul paviment. Esanime.
Presa dal sacro spirito di E.R. ho provato con la respirazione bocca a bocca, a rianimarlo urlando "libera" e somministrandogli in vena 10 cc di un liquido a caso ... ma ho dovuto decretarne il decesso.

Ora, non fate illazioni maligne.
Noooo ... non è colpa mia. E' morto prima di avere la mia visione in pigiama con le bestie e i capelli spettinati dal sonno … quindi … sono innocente.
L'unica spiegazione è che il mio mandrillo fosse gay.
Forse è per quello che anzichè fare i fiori rossi, come avrebbe dovuto, li ha fatti fucsia.

Vabbèèèè ....

Per il momento è tutto.
Diario delle derelitte.
Mafy.
Trento.

giovedì 8 maggio 2008

In onore alla serata anni '80 di Bologna

Dedicato a tutti noi ... "figli" degli anni '80

NOI che la penitenza era "dire, fare, baciare, lettera, testamento"
NOI che se a scuola la maestra ti dava un ceffone ... la mamma te ne dava due
NOI che le ricerche le facevamo in biblioteca, mica su Google
NOI che quando a scuola c'era l'ora di ginnastica partivamo da casa in tuta
NOI che i pattini avevano 4 ruote e si allungavano quando il piede cresceva
NOI che ci sentivamo ricchi se avevamo "Parco della Vittoria e Viale Dei Giardini"

NOI che chi lasciava la scia più lunga nella frenata con la bici era il più figo
NOI della bici Atala cross o la Bmx con le pedaline
NOI che nelle foto delle gite facevamo le corna ed eravamo sempre sorridenti!
NOI che suonavamo al campanello per chiedere se c'era l'amico in casa
NOI che se ci sbucciavamo il ginocchio ci mettevamo il mercuro cromo, e più era rosso più eri figo!
NOI che il Ciao si accendeva pedalando
NOI che ci mancavano sempre quattro figurine per finire l'ambum Panini
NOI che dopo la prima partita c'era la rivincita e poi la bella e poi la bella della bella ...
NOI che se guardavamo tutto il film delle 20.30 eravamo andati a dormire tardissimo
NOI che giocavamo a "Indovina chi?" e conoscevamo tutti i personaggi a memoria
NOI che giocavamo a nomi, cose, animali, città ... (e la città con la D era sempre Domodossola)
NOI che giocavamo a "Forza 4"
NOI che avevamo il "nascondiglio segreto" con il "passaggio segreto"
NOI che non era Natale se alla TV non vedevamo la pubblicità della Coca Cola e del panettone Bauli
NOI che ci divertivamo anche facendo "Strega comanda color"
NOI che c'era la Polaroid e aspettavi che si vedesse la foto
NOI che le cassette se le mangiava il mangianastri e ci toccava riavvolgere il nastro con la bic
NOI che litigavamo su chi fosse più forte tra Goldrake, Mazinga, Daitan3, Astro-Robot e Daltanious
NOI che "Si ... ma Julian Ross se solo non fosse malato di cuore sarebbe più forte di Holly e Mark Lenders ..."
NOI che si andava in cabina a telefonare
NOI che le barzellette erano: Pierono, il fantasmaformaggino o un francese un tedesco e un italiano
NOI che guardavamo "La casa nella prateria" anche se metteva tristezza
NOI che abbiamo avuto le tute lucide che facevano troppo figo
NOI che se a scuola la maestra ti metteva una nota sul diario, a casa era il terrore
NOI che si poteva star fuori in bici il pomeriggio
NOI che sapevamo che erano le 4 perchè stava per iniziare BIM BUM BAM
NOI che a scuola andavamo da soli e tornavamo da soli
NOI che se prendevamo schiaffi e pugni ... non lo denunciavamo come bullismo
NOI che sapevamo che ormai era pronta la cena perchè c'era "Happy Days"
NOI che andavamo a scuola con lo zaino Invicta e la Smemoranda
NOI che il primo novembre era "Tutti i Santi", mica Halloween!
NOI che se la notte ti svegliavi e accendevi la tv vedevi il segnale di interruzione di trasmissini con quel rumore fastidioso
NOI che la merenda era la girella
NOI che si suonava la pianola Bontempi
NOI che abbiamo avuto tutti il bomber blu/verde con l'interno arancione
NOI che le macchine avevano la targa nera, i numeri bianchi e la sigla della provincia in arancione!
NOI che il Twix si chiamava Raider e faceva competizione al Mars
NOI che guardavamo allucinati il futuro nel Drive In con i paninari
NOI che le All Star le compravi al mercato a 10.000 lire e c'erano le Nike Legend e le Clarck azzurre
NOI che la Ferrari era Alboreto, la Mc Laren Prost, la Williams Mansell, la Lotus Senna e Piquet e la Benetton Nannini!
NOI che tiravamo le manini appiccicose delle patatine sui muri
NOI che abbiamo assistito inermi all'attentato al Papa
NOI che in un'indimenticabile notte abbiamo visto Dino Zoff alzare al cielo la coppa del mondo!



NOI che certe cose le avevamo dimenticate e sorridiamo quando ce le ricordiamo
NOI che siamo stati tutte queste ...

mercoledì 7 maggio 2008

La la la la lala ... fammi vedere

Dopo le esperienze di vita di Mafalda con la visione notturna di linee erotiche, anche la vostra Callista non voleva essere da meno. Così si è messa alla ricerca di miss pisellino, giusto per saggiare coi suoi occhi un siffatto sfoggio di erotismo: c’è sempre da imparare qualcosa, no?
Alla fine, dopo tanto zapping, miss pisellino non si è presentata. Ma in compenso si è fatta vedere l’evoluzione della specie, ossia Miss «mi spoglio in base alle richieste che arrivano via telefono».
Accento orrendamente veneto,abbigliamento appariscente, scarpa con tacco quindici, la signorina in questione rispondeva alle telefonate languidamente adagiata su un divano, cincischiava un po’ per far salire il prezzo della telefonata e poi iniziava lo spogliarello. Ma la parte tragica era quella maschile: un branco di infoiati disperati che immancabilmente facevano cadere la linea appena la pornodiva mostrava un centimetro di pelle o accennava un minimo movimento sexy.

PD: Pronto?
U: mmmpphhfff…
PD: Pronto? Chi sei?
U: Eh, sono, ahhh, Antonio, mmmm…
PD: Ciao, Antonio, da dove chiami?
U: Cittahhhhdellahhhhhhhhhhhh…
PD: E dimmi, Antonio, ti piaccio?
U: Anf anf ahf… Shhhhhiiiiii…
PD: E come sei fatto, Antonio?
U: Ahhh, togliti il reggiseno… Mmmmhhh…
PD: Ma no, dai dimmi prima come sei… ( e si sfiora con aria languida i palloni da calcio sotto un micro triangolo di stoffa)
U: ….
PD: Antonio?

Tu tu tu tu tu tu tu

PD : Eh, Antonio non ha resistito, porcellino… Avrà trovato qualcosa di meglio che tenere la cornetta! Prendiamo un'altra telefonata. Pronto?

E così via per tutto l’abbigliamento : alla fine la fanciulla resta come mamma e il chirurgo plastico l’hanno fatta, con addosso solo le scarpe.

Io, la Mafy e tutte le amiche che erano state avvertite a stretto giro di sms eravamo cappottate in terra dalle risate, ma ecco che arriva l’ultima telefonata.

PD: Prontoooo?
U: Ciaoooohhhh, sono Mhhhario da Trevisohhh…
PD: Ciao, Mario, cosa vuoi che ti faccia?

E qui noi già aspettavamo il peggio del peggio, richieste di posizioni assurde, petting spinto, sgambate ginecologiche… E invece accade l’impensabile.

U: Ahhh, ehhh, fammi, mmmmmh, vedere, ahhhh, le dita dei piedi…

Resta stupita anche la pornodiva: «Le dita dei piedi?». E, ancheggiando, fa per sfilarsi una scarpa.

PD: Ecco, Mario, mi sto togliendo le scarpe solo per te…

Tu tu tu tu tu tu tu tu tu…

De gustibus non disputandum est.

martedì 6 maggio 2008

Telefonami ... telefonamiiiiiiiiii

Sabato sera a casa. L’ennesimo.
Ma questa volta con una variante; un bicipite grosso quanto una coscia.

Merito di tanta palestra?
No, di un’ape porca bastarda che ha deciso di pungermi il braccio (o meglio … lei era ferma sul bracciolo della sdraio, io non l’ho vista e trac) e del mio sistema immunitario allergico a qualsiasi puntura d’insetto.
Quindi … oltre alla classica insonnia si è aggiunto il fastidio per il braccio pulsante e pruritante (lo so che non si dice ma rende l’idea … "pruriginoso" non mi piace … mi sa di schifo!)

Ma la derelitta è donna che non si perde d’animo … e dopo aver lottato con una connessione saltellante di internet (ha vinto internet … nel senso che è partita la connessione e non è più tornata) aver finito di leggere un libro che mi ha lasciato l’amaro in bocca, ho deciso di accendere la tv.

Uff … niente di niente … manco un telefilm poliziesco degno di nota … che sabato sera scadente. Anche i partecipanti della Corrida sono mediamente guardabili ... non c'è soddisfazione! Uff

Faccio un giretto sui canali "over 9"... quindi tv locali e canali che si vedono con la nebbia causa antenna bislacca.
Capito su un canale dal nome ignoto sul quale fanno un programma pseudo erotico che ti invita a chiamare un numero.
Ma esistono ancora gli 899???
Ma guarda te … Cally ed io, che abbiamo spesso la voce bassa (leggesi da trans) potremmo arrotondare … spetta, spetta che guardo un attimo e mi informo!

Alzo il volume

Subito un Bob Sinclaire “cattivissimo” incita con un

Move your body unz unz
Rock this party unz unz
Dance everybody unz unz

… presa dall’entusiasmo canticchio

EVERYBODY DANCE NOW

… L’immagine è un tantinello sfasata rispetto alla musica. Infatti, mentre Bob canta con la sua voce potente una gioiosa signorina mostra il proprio intimo (inteso come biancheria, per il momento) e contemporaneamente parla al telefono.

Non si sente cosa dica all’interlocutore ma ogni volta che la telecamera si avvicina al suo volto lei guarda dritta in camera e muove vorticosamente la lingua.
Immagino voglia essere un richiamo erotico … ma quel movimento rotante, carpiato e slinguazzante a me ricorda soltanto un mini-pimer. Mescola, trita e sminuzza ... paura

Sarò strana io … ma la tizia tutto mi fa venire in mente tranne che una situazione sexy ed erotica.

Bionda tintisssimissima con dei codini alla sailor moon un trucco sconclusionato e della biancheria altrettanto agghiacciante. Paurissima!
Nota a favore un corpo da urlo. Fatta molto bene.

Improvvisamente la musica scompare. Silenzio in studio.

Lei prende un microfono.

La traggggggediaaaaaa!!!

“ciao porcellone … ti vedo che sei da solo sol tuo divanetto e mi stai guardando. Chiamami … puoi farlo in privato, chiamandomi con il tuo cellulare oppure chiamarmi sul telefono fisso … e andrai in diretta … telefonami porcellino, telefonami!”

A parte la tristezza dell’immagine di questo povero derelitto che, solo sul divanetto (con il copridivano a fiori, un classico) si fa le pippe chiamando questa disgraziata spendendo tutto lo stipendo e probabilmente anche la pensione della nonna (con la quale vive)... ma avreste dovuto sentire l’accento della tizia. Una veneta terribilissima. Con la cadenza improponibile.

“Dai, maialino … chiamami. Lo so che tu e il tuo pisellino mi volete! Lo so che hai il pisellino piccolo e ti vergogni … ma non ti preoccupare … a me piaci lo stesso! Telefonami ... tu e il tuo pisellino telefonatemiiiii!”

Ma nooooooooooooo

"Maialino"? "Pisellino"?
Ma farebbe passare la libido anche ad carcerato, la prima sera di libertà, dopo 10 anni di galera. Suvvia …

E poi ... "tu e il tuo pisellino telefonatemi" ... certo ... il derelitto fa il numero e il pisellino controlla che ci sia la linea! Ma per piacereeeee!

Eppure sta tizia è lì tutte le sere … quindi sicuramente qualcuno chiamerà!
Ma che tristezza immane!

Io riaprirei le case chiuse. Con quello che un poveretto spende a chiamarla per non veder nulla se non una tetta sballonzolante (e spalpugnata come se la sailor moon dei poveri dovesse fare il pane) e per farsi chiamare maialino … almeno si diverte a dovere.

Ecchediamine.

EVERYBODY DANCE NOW

lunedì 5 maggio 2008

Elimina un posto a tavola...

Le mirabolanti avventure dell’uomo stitico tornano a farsi largo su queste pagine, siorre e siorri…

Qualche giorno fa, ricevo la consueta telefonata di LUI che miagola e fa anche un po’ le fusa: «E la mia Cally, e non ci vediamo mai, e ti sei dimenticata di me…». Ora, leso di cervello, io sogno da anni di spingere un passeggino con dentro almeno due figli tuoi: secondo te mi sono dimenticata? NO! Te lo dico: niente affatto! Mi sto solo difendendo dal tuo inesorabile fare culo, perché se ti lascio fare tra un mese la mia amica deve tirarmi su con un aspirapolvere, ed è già successo in passato… Vorrei evitare.

Ma LUI è inesorabile: e miao, miao, miao, dai che ci vediamo. Dai dai dai.

Io resto sul vago, e una volta riattaccato mi rivolgo alla mia compagna di derelittaggine: ovviamente, se fossimo state sane di mente, avremmo entrambe rigettato la possibilità «cena insieme». Ma siccome non lo siamo, decido di invitarlo per una sera che non abbia da fare, decida lui. Lo faccio con un sms accuratamente concertato: casuale, spigliato, molto «donna di mondo». Non imploro, non prego: anzi, cerco pure di inserire un emoticon che scuota i capelli, anche se non lo trovo. Invio. Questo alle ore 14 e 30 circa di un giorno a caso.

Lui risponde alle due di notte del giorno seguente. E già questo meriterebbe una tremenda punizione: tipo una tortura con marchi da bestiame arroventati.

Ma il messaggio, alla fin fine, è carino (derelittaggine a mille, ovviamente): LUI dice che ha avuto una giornataccia sul lavoro, ha toccato la macchina (giustizia divinaaaaa) ed è rimasto chiuso fuori casa (grazie pianetaaaa, grazie), ma si scusa per il ritardo e dice che mi richiamerà il giorno dopo. Sorvolo sul fatto che evidentemente queste attività e le conseguenti sfilze di maledizioni lo abbiamo occupato per ben 36 ore senza trovare nemmeno un secondo per rispondermi: sono pur sempre una signora.

Il giorno dopo, comunque, mi chiama: abbacchiato come un cane bastonato, vocina supplichevole, si lamenta. Non impreca neanche tanto. Mi commuovo e rilancio la cena per il giorno seguente. LUI accetta.

…

…

…

Ok, potete partire con gli insulti e i «non lo dovevi fare». Lo so. Ma quel che è fatto è fatto.

Cucino per un esercito, tutto quello che gli piace: gli faccio pure una teglia di biscotti, i suoi preferiti, quelli col cioccolato. Anzi, gliene faccio due, una la metto in una scatola e la impacchetto per fargliela portare a casa, così ha la colazione fatta per un po’.

Mezz’ora prima dell’orario previsto sono pronta e discretamente sexy: e LUI telefona. Povero, sarà in ritardo o vorrà chiedermi di che colore preferisco le ottocento rose che mi sta comprando? Nel dubbio rispondo. E in un secondo mi si ammoscia anche la piega, oltre che l’umore. LUI non può venire: si scusa in ottocento lingue ma è costretto a tirarmi pacco. Non chiedo neanche il motivo: riattacco e guardo con aria sconsolata la cena. Che non posso manco mangiare, visto che sono a dieta.

A quel punto prendo la tonnellata di biscotti e mi dirigo verso casa della Mafy: la tentazione di ucciderci con quelli è forte, ma alla fine la mia amichetta ha un’idea geniale e mi chiede di lasciarglieli. Da allora li somministra ogni giorno, in dosi massicce, al cane autistico dei suoi padroni di casa, quello che non la fa dormire in santa pace da più di un anno. La speranza è di vederlo morire di diabete o colesterolo nel giro di un paio di mesi.

Così abbiamo avuto vendetta di due esseri molesti e inutili in un colpo solo. E poi non dite che non sappiamo farci valere…