mercoledì 11 giugno 2008

Interventi divini

C: Amicaaaaaaaaaaaaaa, stavo pensando una cosa…
M: Cosa? Che mi vuoi bene?
C: No, quello mai. Pensavo che ne abbiamo trovati di uomini storti, eh…
M: Adesso te ne rendi conto?
C: No, era una constatazione…
M: Perché, pensi di aver finito la collezione? Guarda che qui è come l’album delle figurine, te ne manca sempre una per finire… E per trovare quella buona, intanto, continui a comprarne e a fare doppioni…
C: Mi piace quando fai filosofia spicciola… Forrest Gump e la sua scatola di cioccolatini ci fanno una pippa. E dimmi, somma maestra, cosa si può fare per porre fine alla raccolta?
M: Ah non so… Possiamo fare un sacrificio al «Dio degli uomini dritti» e pregare che ce ne mandi uno?
C: Mi piace…
M: Gli sacrifichiamo un uomo storto…
C: Posso fornirtene un mazzolino, se vuoi.
M: Certo, li facciamo rosolare a fuoco lento. Non vedo altre soluzioni.
C: Potremmo preventivamente aprirgli il ventre e scrutare nelle sue viscere il nostro futuro, come facevano gli aruspici nell’antica Roma…
M: Ella madonna… A dire il vero io pensavo a una soluzione molto meno cruenta: mettere tutti gli esseri di sesso maschile in una stanza e buttare una bomba. Ecco la soluzione ai nostri problemi. E poi regalare a tutte le donne un bel vibratore.
C: Mi fai paura quando sei così. Posso addolcirti con un bel caffè sotto il Nettuno?
M: No. È uomo anche lui. Quasi quasi mi rivolgo alla Madonna della Comparsa di Pinè, che tra donne ci si intende. E poi sempre in Trentino restiamo.
C: Ti fai suora?
M: No, spero in un miracolo… Andiamo, va’…

martedì 10 giugno 2008

Tom tom ... to sorela!

Derelitta in trasferta in zona Milano.
Partenza venerdi sera … praticamente notte. Sotto un diluvio universale.

Noncurante della pioggia preparo le mie cosine, piglio il navigatore gentilmente prestatomi dal Coinquilino, salgo in macchina, accendo i tergicristalli alla velocità massima e parto.
Autostrada pressoché deserta.
Meglio così.

Scrivo a Cally.
M: "Cally … ma secondo te è meglio se faccio tutta autostrada o il pezzetto Affi – Peschiera lo faccio sulla normale?"
C: "Se fai la normale tagli un bel po’ di chilometri … io farei quello … tanto hai il navigatore. Vai tranquilla."

Le ultime parole famose … “tanto hai il navigatore vai tranquilla”

Esco dall’autostrada dove trovo il casellante marpione che mi riempie di complimenti.
Grazie, grazie … peccato solo abbia 80 anni … o se non li ha li dimostra … tutti!

Seguo diligentemente le indicazioni della vocina femminile che esce dal tom tom.
Ho da poco imboccato la tangenziale quando dal display scompare la piantina.
Avrà perso il segnale, penso, oppure sono su un pezzo di strada nuova oppure la signorina sta usando la cartina per farsi una canna … (quest’ultima ipotesi si rivelerà quella corretta)

"Tra 800 metri girare a destra … uscita più avanti … girare a destra e poi, alla rotonda prendere la seconda uscita."

Rallento un po’ … ma di un’ uscita nemmeno l’ombra

"Ora girare a destra"

Ma dove cacchio giro che non c’è nessuna uscita???

Proseguo lentamente per una decina di chilometri cercando di evitare le piscine d’acqua che si sono formate in strada. Un cartello enorme indica l’uscita “A4 – Milano Venezia” sulla destra.

"Proseguire dritto"

Che faccio?
Ok, sono un pochino scema … sono andata dritta … trovandomi persa nella campagna attorno a Peschiera.
Torno indietro smadonnando … (sono un donnino fine quando mi arrabbio) e seguo le indicazioni dei cartelli stradali.
Entro, finalmente in autostrada … percorro nemmeno 200 metri e la mia simpatica compagna di viaggio mi dice.

"Appena possibile tornare indietro … effettuare un’inversione a U"

Ma ceeeeeeeeeeeeeeeeeeerto … scema io che non ci avevo pensato … una bella inversione in autostrada per vivacizzare la serata è proprio quello ch ci vuole

Decido di spegnere l’aggeggio infermale e proseguo, senza inversioni a U, per l’autostrada. Meglio evitare di sentirsi dire che ne so? … di superare a destra, oppure di proseguire su due ruote tipo generale lee o, ancora, di fare un rifornimento volante.

Tom Tom di sto cazzo (perdonate la finezza) … molto meglio tornare al vecchio metodo dell'orientamento tramite le stelle ... fanculo ... piove!

Vabbè …il week end è stato molto bello, peccato solo sia finito di merda (e scusatemi ancora … ma quando ci vuole ci vuole)

Riassumendo:
- i cartelli stradali hanno ragione
- entrare in autogrill, di notte, da sola, con una canotta scollata non è propriamente un’idea geniale.
- Il pianeta porco bastardo è proprio bastardo … ma tanto tanto
- Il proverbio dice che “non può piovere sempre” è falsissimo ... qui c’è il diluvio universale … e non sto parlando solo di meteorologia …
- Grazie a
Giò Giò per la compagnia virtuale di venerdì notte e per l’abbraccio telefonico di domenica sera.

domenica 8 giugno 2008

POST_ICIPO

The Artist ci ha passato la patata bollente e siccome temiamo tantissimissssimisssimo la penitenza alla festa di Mof ci affrettiamo a fare la nostra parte.

Sono appena iniziati gli europei, calcio a manetta ... e noi derelitte, per stare in tema, scriviamo

POSTICIPO





Giriamo la patata bollente a
Ramskilo

venerdì 6 giugno 2008

Questione di consonanti ...

L’altra sera in pizzeria.

Compagni di tavolo un po’ di gente della palestra.
Era partita come cena finale del corso … dovevamo essere una quindicina. Poi uno perché non può, l’altro perché va in ferie, quell’altro ancora perché la morosa gli fa storie se esce senza di lei (uomo triiiiiiiiiisteeeeee), Cally che bidona perché ha mille impegni … ci siamo trovati in 5.
Una ragazza molto simpatica ma fastidiosamente magra (le derelitte la odiano), il suo ragazzo, l’uomo sofferente (quando facciamo stretching produce dei suoni inquietanti … cose da chiamare il telefono grigio che tutela gli uomini con l’agilità di un gatto di marmo), Pinocchio e la sottoscritta.

Decidiamo cosa mangiare.

Io opto per un’insalatona mista (dopo le cene con Giò Giò e la coniglia è già tanto non mi abbiano scritturata per sostituire l’omino Michelin …), gli altri per una pizza normale mentre Pinocchio, munito di fame immensa quanto lui, ordina un calzone grande … praticamente due pizze sovrapposte con in mezzo il mondo ...

Si chiacchiera amabilmente del più e del meno, si spettegola sulle storie e gli intrallazzi nella palestra (io farne parte neanche a pagare, vero??? Ufff …), si sognano le ferie e si maledisce il tempo porco bastardo (cugino del pianeta) che sta ampiamente rompendo le palle.

Arrivano le pizze.

Portano quella alla ragazza davanti a me … tutto un tripudio di mascarpone e prosciutto crudo (ingrasso un etto solo a guardarla ma lo perdo subito producendo un peso uguale di acquolina), la bomba atomica del suo ragazzo con peperoni, salamino piccante, peperoncino (e un piccolo estintore da parte) e la regionale dell’altro commensale, con patate, salsiccia e carne salada (altro che incubi … questo si sarà sognato la Madonna…)

Mancano soltanto la pizza di Pinocchio e la mia insalatona.

Fameeeeeeeeeeeee!

Arriva la cameriera ma non è la stessa di prima … questa è una ragazza orientale … piccina piccina con capelli e occhi nerissimi.

Si avvicina al tavolo, dalla mia parte, e dice: “il cazzone grande è suo, signolina, velo?”

e poggia questo mostro di pasta di pizza davanti a me, mettendo l’insalata davanti a Pinocchio …

Ma dico … ma sei scema??? Va bene che è un periodaccio, passi che gli uomini fanno culo e che l’ormone è assassino, … ma non è carino chiedermi se voglio il “cazzone grande” (e qui già tremo per le chiavi di ricerca di giugno)

Mmmm ... ma si vedrà così tanto che ho bisogno di un uomo???

Sob

giovedì 5 giugno 2008

Soccorso alpino Mafy

Tu, giovane e spigliata derelitta, che saltelli felice per le vie di Trento e senti improvvisamente sul tuo piedino destro allentarsi la pressione di un sandalo…


Tu, che guardi con aria terrorizzata verso il basso e ti rendi conto che il laccetto davanti, che tiene insieme la tua preziosa e tacchettata calzatura, è andato a farsi benedire…

Tu che, in preda al nervoso acuto, cerchi di sistemarlo ponendoti a «pi greco mezzi» e facendo vedere il deretano a tutta la via e nel frattempo semini per terra metà delle cose che hai nella borsetta…

Tu che alla fine ti sfili il sandalo e ti avvii per la strada con una scarpa sola, tra gli sguardi incuriositi di tutta la città…

Non disperare!

Chiama il «soccorso alpino Mafy»! Al modico prezzo di una telefonata e un paio di sfottò, ti verrà a recuperare con la Derecar ovunque ti trovi, per portarti a incollare il tuo sandalo e il tuo amor proprio.

«Soccorso alpino Mafy»: e la vita ha un sapore migliore.


(da un fatto realmente accaduto alla povera Cally)

mercoledì 4 giugno 2008

Sondaggiami tutta!

L’altro ieri stavo correndo per casa dei miei nel vano tentativo di raccattare due o tre cose che mi servivano. A un certo punto, mentre valutavo se portarmi via i sandali coloro oro o color argento, suona il telefono: mammà urla dall’altra parte dell’appartamento «Callyyyyyyyyyyyyyyyy, tira su tuuuuuuuuuuuuuuuu…». E io rispondo.

All’altro capo del filo un operatore con la voce flautata mi dice che il mio numero è stato selezionato automaticamente da un pc per un sondaggio di «Mondo Oggi», e chiede se può rubarmi qualche minuto. Mi sciorina l’informativa per la privacy e mi spiega come saranno utilizzati i miei dati. Siccome chi fa questo lavoro mi fa una pena tremenda, visto che saranno più le cornette riattaccategli in faccia che le risposte affermative, decido di rispondere alle domande.

L’omino mi informa che l’inchiesta di giugno verterà sui tabù.

O: Lei sa cos’è un tabù?
Perdiana, sono un’insegnante, ci mancherebbe…
C: Bè, qualcosa di proibito dal senso comune della gente, qualcosa di scabroso…
O: Molto bene. E secondo lei, quale ambito è più interessato dai tabù?
C: Immagino quello sessuale.
O: Infatti: la nostra inchiesta verte proprio sui tabù sessuali. Ora, posso farle qualche domanda più, come dire, intima? Le ricordo che i suoi dati non verranno resi noti singolarmente, ma inseriti in un sondaggio che…
C: Sì, sì, chieda pure.

Ora, quando io ho detto questa cosa, non pensavo che mi sarei trovata in mezzo al gioco della verità formato sondaggio. Ma non saprei descrivere se ero più imbarazzata io o l’intervistatore.

O: Ehm, dunque… A quanti anni ha avuto il suo primo rapporto sessuale completo?
C: Diciotto…
O: Era una relazione o un evento occasionale.
C: Relazione. (Il mio morosino del liceo, com’era carino…)
O: Ehhh, soddisfacente o traumatico?
C: Soddisfacente.
O: E quando l’ultimo?
C: Uhm, ecco, veramente… Tre giorni fa. (BUGIAAAAAA, ma fatemi fare bella figura…)
O: Occasionale o relazione?
C: Relazione. (Una bella donna come me, single? Sia mai…)

Poi inizia il delirio.

O: Secondo lei la masturbazione è un tabù?
C: Farlo no, parlarne sì.
O: A quanti anni si è masturbata per la prima volta?
C: Ho appunto detto che è un tabù, no?
O: Ehm…

USSIGNUR!

O: E, come dire, in quest’ambito ha praticato metodi alternativi a quello «tradizionale»?
C: Scusi, c’è un modo tradizionale? No, perché veramente…
O: Ehh, no, non so, qui c’è scritto così, io non saprei.
C: Vabbè, vabbè: scriva no.

È evidente che il questionario l’ha pensato un uomo.

O: Ha mai praticato sesso orale?
C: Sì.
O: Completo?
C: Sì.
O: Cosa intende per completo?
C: Senta, io non vedo molte possibilità…
O: Eh, no, infatti, ma sa, insomma, la domanda…

Potevo dargli l’indirizzo del blog, magari si arrangiava con quello.

E così via per una lunga fila di domande, che comprendevano, tra le altre, le seguenti.

Ha mai praticato sesso anale? (Eh, noi precari lo prendiamo nel culo da una vita…)
Ha mai usato, ehhhm, oggettistica? Se si, da sola o col partner? (Il tostapane rientra nel novero degli oggetti del peccato?)
Si è mai fatta fotografare nuda? Riprendere? Se si, il materiale è ancora in suo possesso o è stato eliminato? (Tutto pubblicato su abbbiondamia.org, caro)
Ha mai fatto sesso con una donna? Le piacerebbe? (ARGH!)
Durante il rapporto, le piace che il partner parli? (Certo, se mi legge l’elenco del telefono do via di testa…)
È mai stata vista mentre faceva sesso? (E che ne so?)
Possiede in casa materiale pornografico? (Certo, tutto autoprodotto…)
Praticherebbe sesso con più di una persona contemporaneamente? (Intanto basterebbe praticarlo con una, il resto è troppa grazia, non oserei chiedere…)

Dieci minuti e mille domande dopo, l’operatore si è congedato, ringraziandomi per la cortesia. Ho avuto il dubbio atroce che potesse essere un mio studente che pubblicherà la mia intervista sul giornalino scolastico. Ma non sarebbe stato così bravo nel riportare l’informativa sulla privacy, visto che in diritto fanno tutti schifo.

Me ne vado verso la cucina, dove mamma Callisti sta potando una pianta.
MC: Chi era?
C: Uno di un sondaggio sui tabù.
MC: Ah, potevi passarmelo, facevo io, se tu avevi da fare…
C: Ma no, fa niente…

Ad averlo saputo prima, le avrei ceduto volentieri l’onore: ovviamente godendomi lo spettacolo in prima fila…

lunedì 2 giugno 2008

La Triplice Alleanza (Trento - Taranto - Cagliari)

Oggi pomeriggio.

M: oddioooo ... mi scappa la pipì
C: vai in bagno
M: nooooooooooooo ... non ce la faccio ... sono troppo stanca
C: dai, non vorrai mica farla nel letto ... non hai più l'età ...
M: portami qui il bagnoooo per favore!!!
C: io non credo di farcela ad alzarmi dal letto
M: amicaaaaa ... siamo vecchie per certe cose
C: questo week end ci ha demolite

Per farvi capire come ci siamo ridotte in questo stato vegetativo, vi raccontiamo il week end che ha visto Gio Gio e la Coniglia piacevoli ospiti della terra trentina ...

VENERDI'
Fin dal primo pomeriggio ci siamo adoperate in spesa, messa a lucido di casa e reperimento omaggio per le due amiche in arrivo (abbiamo optato per un presente molto fine e femminile ... mezzo chilo di speck a testa).
Alle quattro le due ospiti sono ancora imbottigliate nel traffico sulla navetta Malpensa-Stazione Centrale.
Alle otto decidiamo di andare a recuperare le due povere viaggiatrici alla stazione di Verona per evitar loro un'altra ora di treno
Ci abbracciamo in mezzo al corridoio che dai binari porta all'entrata della stazione intralciando tutto il traffico dei passanti. Dopodichè accompagniamo la coniglia ai bagni dove farà la pipì alla modica cifra di 70 centesimi ...
Ripartiamo verso il nord sotto un temporale mai visto. (il Trentino dà il benvenuto alla coniglia ... tradotto ... la coniglia quando viene a Trento porta sempre l'acqua ... tanta acqua ... che abbia nostalgia del mare?)
Visto l'orario in cui siamo arrivate a casa, abbiamo optato per una versione ridotta della cena luculliana che si sarebbe dovuta realizzare grazie all'incontro/scontro delle specialità delle 3 regioni. Menù:
Antipasto alla derelitta: lucanica trentina, formaggio Vezena stagionato e pane a volontà
Contorno alla stregacciabuona: taralli di ogni foggia e varietà
Primo alla coniglia: culurgiones alla menta con burro fuso e salvia (trentina)
E se questa è la versione ridotta vi lasciamo immaginare cosa avevano inizialmente progettato le menti malate e gli stomaci senza confini di 4 principessine del blog.
Ore 1.30 ritiro in branda.

SABATO
Callista si deve alzare alle 6.40 per andare a scuola a segare tutta la sua prima
Quando finisce Mafalda la va a prendere e raggiungono le due ospiti.
Dopo una “frugale” colazione sotto il Nettuno, si parte alla volta di San Siro per il concerto dei Negramaro. Facciamo tutto il viaggio con il cd in sottofondo e urlando, ogni tre per due, “Giuliano nudo, Giuliano nudo!”
La giornata vola veloce e il concerto è semplicemente splendido.
Torniamo a casa alle 5.30.

Da ricordare alcuni fatti salienti:
- all'altezza di Agrate nel viaggio di andata la coniglia si affloscia sul sedile posteriore spegnendosi improvvisamente. Si chiede con aria innocente: “Non sarà mica colpa della coca cola che ho bevuto?” Forse di quella no, ma se ne consideriamo il mezzo litro e la temperatura glaciale unita al panino da otto etti con prosciutto crudo e salsina indefinita mangiato poco prima all'autogrill, è già tanto che con un rutto non ci abbia fatto la macchina a reazione.
- Mentre all'autogrill Giò Giò fa l'amica coscienziosa e le fa bere il the caldo, noi guardiamo con aria assatanata l'espositore dei gommosi. Per non assalirlo, ci spostiamo su quello dei libri dove troneggia un'edizione variopinta di Federico Moccia. Lo proponiamo ironicamente alla coniglia come digestivo: lei si volta in uno sbattere di ciglia, capelli e sbrilluccichii vari e sentenzia: “Oh a me Fèdèrico Móccia fa cadère le palle ... “ Giò Giò fa un salto indietro e assieme alle derelitte si chiede “Ma chi cazzo ha preso possesso del corpo di questa fanciulla?” Speriamo sia colpa dell'anidride carbonica.
- Mentre si attende l'inizio del concerto, Callista si lamenta per le scomodità delle seggioline. Per trovare sollievo accavalla le gambe e nell'agile movimento pulisce la sua scarpina sulla schiena e capelli della persona davanti a lei. Poco male, se non fosse che era appena stata in bagno e che lo stadio di San Siro non compete per servizi all'hotel Hilton (tradotto ... ha fatto pipì nella turca e ha pestato qualsiasi cosa).
- Inizia il concerto ... Tutti in piedi tranne quella seduta davanti a Mafalda. Giuliano sculetta e le derelitte ballano. La ragazza davanti riceve, in rapida successione, due manrovesci in testa dalle due derelitte infoiate. Cazzi sua e della sua amica che ormai profumava di latrina ... tanto avevano delle scarpe orribili ... se lo meritavano.
- Il gruppo di giovani alternativi sulla destra delle derelitte si fuma almeno 12 canne. Callista e Mafalda escono dallo stadio cantando “No woman no cry” e abbracciandosi.
- Nel tragitto a piedi per raggiungere la macchina la coniglia inizia un pippone inquietante sulle pubblicità. Dal quale abbiamo scoperto che:
a) Mafalda è una cogliona perchè ha comprato lo shampoo Gloss and diamond e ne è pure soddisfatta ... La coniglia sentenzia: “Non mi possono dire che contiene polvere di diamanti perchè costerebbe tantissimo e ti smeriglierebbe la testa”
b) Il sogno romantico di ogni donna di vedersi regalare un trilogy in un cinema che proietta il filmino della storia d'amore è una gran cazzata. Ecco la teoria rivoluzionaria di Francy: 1) se lui è povero non può affittare un cinema 2) se è ricco non ha tempo per farlo 3) non mi possono prendere per le palle
c) la pubblicità del compeed dove una donna compra un paio di scarpe nuove e le mette per la prima volta a ballare è assurda: “Quale donna farebbe una cosa del genere?” Le derelitte e Giò Giò si guardano le unghie, abbassano la testa e non hanno il coraggio di dire che loro lo fanno sempre.
- Appena partite da Milano, la coniglia sviene accasciandosi e diventando un tutt'uno con il sedile. Arrivate a Trento, Giò con consueta infinita dolcezza le sussurra “Francy ... siamo arrivate”. Con voce fintamente sveglia risponde “lo so, lo so, vi stavo ascoltando ... ho solo chiuso gli occhi un attimo”. Giò a voce bassa aggiunge: “Per 230 chilometri???”

DOMENICA
Prima di essere in grado di connettere sono le due. A quel punto scatta il pranzetto sobrio e poco calorico.
Grazie ad una strizzatina di mucche pugliesi, divoriamo tutte le varietà di formaggi e mozzarelle che Giò ci ha gentilmente regalato insieme alle nostre beneamate friselle.
Mafalda si rovescia una frisella con un quintale di pomodorini sul top e fa le foto pataccata.
La bottiglia di Negramaro finisce nel giro di mezz'ora ... anche le poche capacità cognitive terminano con l'ultima goccia.
Si finisce a ridere smodatamente guardando l'Era glaciale 2.
Alle sette troviamo la forza di trascinarci in centro per un aperitivo e una seguente cena a base di specialità trentine (in effetti, non abbiamo mica mangiato abbastanza...). Callista rischia di ribaltarsi dai sandali e si salva miracolosamente conficcando le unghie nelle braccia di Gio e Mafalda.
Decidiamo di rientrare prestino, perché le “immigrate” devono partire al mattino.
Alle quattro di mattina siamo tutte su un letto senza più lacrime a forza di ridere. La coniglia fa scrocchiare con estrema femminilità le giunture delle mani e va verso la camera dicendo “Bè, dai, abbiamo ben tre ore di sonno...”. Manca solo che si gratti il sedere con aria assonnata. CI troviamo di fronte alla coniglia mannara, altro che... E lei ha pure un uomo che la ama, signori.

LUNEDI'
Alle sette e mezza sediamo di fronte al tavolo con un ettolitro di caffè e non abbiamo manco la forza di parlare. Alle otto le “forestiere” sono in stazione, pronte per la partenza. Ci scambiamo baci lanciati dal vagone del treno al marciapiede, dove le derelitte si sostengono a vicenda visto che anche stare in piedi è un'impresa impossibile.
Alle nove, mentre Gio gio e la coniglia viaggiano verso Milano, Callista e Mafalda si ributtano a letto, da dove vi stanno scrivendo questo post. Sono le 17 e 25. Yawn.

Scherzi a parte, è stato un week end stupendo, in cui abbiamo eletto le nostre amichette di blog a nostre nuove meraviglie platoniche. Ci mancano già.
Un abbraccio alla Coniglia che si è rivelata una piacevolissima e stupenda conferma. (PS: se non ci si chiudono più i jeans, veniamo a cercarti e ti tagliamo i capelli.)
Un bacio doppio a Gio gio che, oltre ad aver foraggiato il nostro colesterolo, ci ha regalato il suo sorriso, pieno del calore della sua terra.
Alla prossima, che vedrà, come promesso, le derelitte in trasferta marinara. Paura.
Vi vogliamo bene, amichine.
Grazie di tutto, baci.
(Elvis vive).