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giovedì 29 dicembre 2011

Evacuate, gente, evacuate...

Ecco, è passato anche il Natale con il suo carico di abbuffate. Lo si nota dalle pubblicità in tv. Prima del 25 è tutto un tripudio di pandori, panettoni, zamponi, cotechini, spumanti, cioccolatini... Tutte cose proibitissime alle vostre derelitte che ne hanno centellinato porzioni microscopiche per non mandare in vacca gli sforzi della dieta (meno tre chili, ma ne mancano altrettanti). Adesso che invece si deve smaltire tutto quello che di solito si ingurgita durante le feste, è tutta una giostra di digestivi, depurativi, lassativi: ci riferiamo ad esempio a quel poverino che si sveglia con un cinghiale che gli suona la fisarmonica sullo stomaco, ma soprattutto alla nuova reclame della supposta effervescente dal nome sinistro: Eva Q.
Ora, sappiamo che di questo prodotto avevamo già parlato a proposito dello spot precedente, quello dei due poveracci che danno la faccia agli omini dei cessi pubblici con lui che dice a lei "oggi ti vedo gonfia" (esattamente ciò che ogni donna sogna di sentirsi dire): se volete rinfrescarvi la memoria, cliccate QUI.
Ma non possiamo che ritornare in argomento, perchè in questi giorni i signori creativi di Eva Q si
sono superati: adesso è addirittura la supposta ad essere impersonificata da una strafiga clamorosa con una tutina secondapelle in lattice bianco contornata di bollicine. Praticamente la Eva Kant dell'intestino pigro (forse il nome del suppostone ha aiutato la scelta dei pubblicitari...).
La suddetta strafiga dopo aver lamentato che "i casi difficili sono sempre miei" (brrrr) va a bussare alla porta di una poveraccia che apre vestita di marrone (quando la finezza, eh, come a dire "sono immersa nella cacca") e tenendosi una mano sul ventre con aria corrucciata. Segue una evocativa immagine in cui si vede un deretano stilizzato con la supposta che effervesce (voce del verbo "effervescere", nuova creazione callistiana) e il tutto si chiude con la ex stitica che saluta felice la stragnocca, mentre quest'ultima segna su un palmare "missione compiuta".
Bravi, complimenti proprio: al di là del fatto che se lo spot va in onda mentre uno sta pranzando o cenando, non è che sia proprio un augurio di "buon appetito", ma poi, era necessario? Bisognava essere per forza così espliciti?
E poi: tu pensa alla stragnocca che è stata scelta per impersonificare una supposta. Pensa che prestigio metterlo nel curriculum. Altro che spot lesbo della Saratoga (che piacciono tanto al nostro amico PP) o cartelloni di Intimissimi con mezza culatta di fuori e aria libidinosa: "ha recitato il ruolo della supposta effervescente nell'ultimo spot Eva Q". Per la serie, ho la faccia da culo. Allegria.

E su questo, i nostri migliori auguri per l'inizio del 2012. Se la cacca porta fortuna, allora ci siamo assicurati tutti la buona sorte!

mercoledì 17 agosto 2011

Chiamatemi Adam, Adam Smith.

E poi ogni tanto mi dicono che sono cattiva, quando insisto sul fatto che troppe persone parlano solo per dare aria alla bocca: "non sei mica solo tu quella che ha una risposta per ogni cosa!". Infatti, questo è vero: altrimenti mi trasferivo a Delfi, mi facevo chiamare Sibilla invece che Callista e a quest'ora ero piena di soldi, altro che precariato. Ma ora vi prego, cari lettori e amici, aiutatemi a insultare il soggetto di questo post.

Qualche sera fa. Le derelitte sono con un gruppetto di amici quando si palesa l'amico di un amico di un amico. Trentenne, ben vestito, si siede al tavolo e dopo due minuti riesce a far girare la conversazione sulla tragica situazione economica. E la manovra di qua, la manovra di là... Alla fine, il nostro novello Adam Smith esce con la trovata del secolo.

NAS (Novello Adam Smith): Ah, lo so io come si potrebbe risolvere il problema economico in Italia. Basterebbe legalizzare la prostituzione. Non capisco come questo governo non ci abbia ancora pensato.
C&M: Ah ah ah! (pensando fosse una discretamente arguta battuta sul fatto che il governo sta andando a p...rotoli con tanto di riferimento al bunga bunga e chi più ne ha più ne metta).

Ma Adam non ride e ci guarda come si guarderebbero due bionde sceme (anche se ormai la Mafy è mora).
Cala il silenzio.

C: Ehhh... Ma non era una battuta?
NAS: No, perchè? Sai soldi che entrerebbero allo stato con le tasse?
M: ...
C:...

Ditemi che non è vero: vi prego, ditemi che non ho sentito quello che ho sentito. Lavoro nero, capitali nascosti chissà dove, evasori totali, sprechi che farebbero impallidire Sardanapalo e questo qui vuole risolvere il problema con i bordelli. Ma tu non sei una vittima della legge Merlin, cuore delle Derelitte, sei un risultato di quella Basaglia! Psicopatico!

C: Ah, guarda, in effetti mi sembra un'ottima idea. Il prossimo step del tuo programma economico potrebbe essere reintrodurre il dazio sul sale.
M: O la servitù della gleba.
C: O la decima sul raccolto!
Ovviamente il babbeo non ha colto: "Maaaa... Con tutti quelli che vanno con le prostitute, ci sarebbe un introito notevole!".
C: Ceeeerto! Tralasciando il presupposto da cui parte la tua interessantissima dissertazione, secondo te la prostituzione illegale scomparirebbe come neve al sole, vero?
M: Ohhh sì, mi vedo la fila di politici, uomini d'affari, stimati professionisti e padri di famiglia a parlare di borsa e a mostrarsi le foto dei figli nella sala d'aspetto del bordello. Un delizioso quadretto.

E qui Fidanzato, probabilmente vista la nostra verve polemica, ha pensato bene di toglierci la vittima da sotto i denti con un diversivo: "Uhhh, ragazze, hanno aperto il buffet dell'aperitivo!".

Capirete che a questo punto il potersi accaparrare il pinzimonio prima che finisse (salvando la dieta) era sicuramente più importante che parlare con il minus habens.
Al nostro ritorno con un piatto di carotine/pomodorini/sedanucci, Adam ha avuto anche l'ardire di ribattere.

NAS: Ah ah... Certo che per essere donne avete le idee molto chiare, eh?

Ciccio, hai sbagliato due cose fondamentali: uno, siamo GIOVANI donne, e due, PER ESSERE cosa, immenso imbecillo???
La tentazione di cavargli gli occhi con una forchettina di plastica si è subito fatta avanti, ma a dire il vero siamo per la non violenza (e soprattutto, eravamo vestite di bianco, e il sangue tende a essere una macchia moooolto resistente).

C: Ahhh, giusto, tu sei abituato in altro modo: in effetti trovo molto stimolante ricamare al telaio, quasi quasi da domani mi recludo e mi do al mezzopunto.
M: Giusto. Io smetto di leggere anche le istruzioni dei balsami per i capelli e tento di diventare analfabeta.
NAS: No, cioè, non volevo mica dire... Insomma...
C: Ecco, fai una bella cosa: non dire proprio. Amica, passami una carotina...
M: Con o senza salsa?
C: Cooon, ma che domande fai?

Per la cronaca, abbiamo passato i successivi due giorni a pregare che al troglodita smettesse di funzionare ogni tipo di attrezzatura che gli potesse tornare utile in caso di legalizzazione. Speriamo che qualcuno ci abbia esaudito.

martedì 11 gennaio 2011

Caro presidente 2 - il ritorno

Caro presidente Dellai,

siamo sempre noi, le sue Derelitte. Sì, lo sappiamo, al momento ha ben altro a cui pensare rispetto al dare retta a noi. Ad esempio i sexy shop a Trento Nord: i genitori della zona si sono lamentati per l’apertura del quarto nel raggio di un paio di chilometri. Noi di questo quarto guardiamo sempre le vetrine quando andiamo a mangiare il sushi, che magari c’è qualcosa da imparare… Ma in effetti quattro negozi del genere, e poi così vicini! Che scandalo! Dislochiamoli in giro per la città, che diamine, così magari i masculi trentini ci si scaldano uniformemente, e non solo quelli che abitano nella zona!

A parte questo, la nostra letterina di oggi ha un unico movente, e riguarda la viabilità. No, non ci lamenteremo dell’ennesima, inutile rotatoria, né dei parcheggi inesistenti il martedì sera quando andiamo a fare il corso di ballo. Vogliamo parlarle dei semafori.

Siamo infatti reduci da un week-end nella vicina Austria e abbiamo notato una cosa: che nel civilissimo paese nordico i semafori accendono la luce gialla non solo col verde per avvisarci che sta diventando rosso, ma anche col rosso per annunciare l’imminente via libera. Dopo aver passato due giorni a chiederci quale motivo potesse nascondersi dietro tale scelta, se non trasformare gli incroci cittadini in un’imitazione delle partenze di Formula uno, improvvisamente l’illuminazione: per questo volevamo chiederle di introdurre l’usanza anche in Trentino.

Quei tre secondi sono infatti preziosissimi per le donne che usano la pausa al semaforo per ritoccarsi il rossetto: si arriva infatti comodamente a riporre il costosissimo gloss nell’astuccino senza doverlo lanciare sul sedile a fianco, ma soprattutto si evitano make-up alla Joker di Batman per infilare la prima allo scattare del verde.

Certe che lei, attento alla bellezza delle sue concittadine, vorrà ascoltarci, la salutiamo caramente con tanti baci (non si preoccupi, il rossetto non l’abbiamo ancora messo).

Perdutamente sue

Callista & Mafalda

martedì 23 dicembre 2008

È Natale, siamo tutti più tamarri…

Vorremmo sapere cosa prende alle persone nel mese di Natale. Sarà un virus? Un black out neuronale che causa obnubilamento del gusto? Non riusciamo a spiegarcelo.
Cosa spinge un uomo o una donna media a conciare il balcone come un carro del carnevale di Viareggio? Quale maligna forza li costringe a appendere Babbi Natale fantoccio che sembrano arrampicarsi sulle ringhiere? Vicino a casa delle derelitte, un pazzo lega ogni anno all’angolo del poggiolo una specie di fuoco d’artificio con rami di lucette lunghi un metro, variopinti e sparati in ogni direzione. Il primo anno suonavano pure dei mix di canzoni natalizie, da Jingle Bells a Bianco Natal. Poi qualcuno deve aver provveduto ad impallinare la centralina: in effetti il risultato avrebbe segato i nervi anche a Gandhi. Il secondo anno, al posto delle musichine, sono apparse anche delle scoordinatissime palle luminescenti sulla ringhiera: un pugno in un occhio. Non contento, quest’anno l’uomo ha aggiunto delle lucine piccole piccole che brillano stentoree: una via di mezzo tra un branco di lucciole moribonde e dei fuochi fatui. Di ottimo gusto, veramente.
E che dire dei condomìni dove ogni balcone brilla e riluce per conto suo, senza nessun tipo di coordinamento con gli altri? Solo a guardarli si rischia l’epilessia. E poi Natale è il trionfo delle luci morbide: i neon blu elettrico sono più adatti a un rave party che alla nascita di Nostro Signore.
Apriamo poi una parentesi sull’abbigliamento, in particolar modo dei turisti. Perché una donna di mezza età, distinta e signorile, a Natale si sente autorizzata a girare per Trento con un cappello da Babbo Natale con stelline luminescenti? Perché c’è il mercatino e fa atmosfera? O solo perché, non essendo nella città natia, uno si sente autorizzato ad andare in giro conciato come un deficiente, perché tanto «non mi conosce nessuno»? Magari (e sarebbe da augurarselo) è solo l’effetto del vin brulè…
Anche perché, se si limitassero al copricapo di Babbo Natale, non sarebbe così tremendo… Ma al peggio non c’è mai fine: adesso vanno di moda i berretti di peluches a forma di orso bianco, cervo, renna. Come se noi andassimo in Tunisia e ci legassimo due gobbe di cammello sulla schiena, solo per ricordare la fauna locale: agghiacciante. E invece questi se ne vanno in giro felici, vagano sotto il Nettuno facendosi fotografare conciati come degli esploratori al ritorno dalla battuta di caccia, con una testa cornuta sulla capoccia: come se non bastassero le corna vere e inconsapevoli, bisogna mettersele anche finte! Ma complimentoni!
E un’ultima, doverosa, parentesi dobbiamo riservarla ai regali: perché, perché, perché uno dovrebbe comprare un set manicure uscito direttamente dagli anni Settanta, con confezione in finta pelle bordeaux? Per far morire il destinatario del regalo di tetano alla prima limatura di unghie? È un modo per uccidere qualcuno senza destare sospetto? Ditecelo. E quelle confezioni di dopobarba o colonia da donna che sono alcool etilico puro? Tipo «Rockford» per lui o «Arrogance» per lei. Roba riesumata dal vaso della fortuna. Forse vanno bene per conservarci i mirtilli sotto spirito, o per ammazzare un intero autobus di pendolari o un ufficio di colleghi al mattino. Facciamo un appello: se non sapete cosa regalare, devolvete un’offerta a qualche associazione che coi vostri soldi possa fare qualcosa di utile. Salverete capra e cavoli, oltre alla faccia.

Come si nota, le derelitte sono in piena atmosfera natalizia: a dire la verità stanno meditando di andare in letargo e di svegliarsi il due gennaio. Ma hanno da fare: devono abbattere una serie di lucine con la fionda.
Quindi buona antivigilia di Natale a tutti!

martedì 2 dicembre 2008

Carissimo Lorenzo...

Carissimo presidente Dellai,

ci permettiamo di disturbarla solo un attimo, oggi. D'altronde è appena stato rinominato presidente della nostra gloriosa regione e un po' di tempo per il suo elettorato forse se lo può ritagliare. Siamo due trentine DOC, come il teroldego: Callista e Mafalda, alias le Derelitte.

Il problema che le poniamo oggi è di primaria importanza: molto più dell’orso vagabondo, del murales del Centro Sociale Bruno (a tal proposito, senza nulla togliere al fatto che sia abusivo, dobbiamo confessarle che a una di noi piace moltissimo, mentre l’altra lo toglierebbe con la calce viva – par condicio!), della cassa integrazione degli operai o delle poltrone speciali per Grisenti. Ma chissenefrega. Il vero problema del Trentino sono i marciapiedi dopo la nevicata.

Caro Lorenzo (ci permette la confidenza?), lei con quella bella barba capirà i problemi di chi si deve spostare a piedi in questi giorni. Non importa se la Val di Non e di Sole sono rimaste senza luce per 24 ore, sono tutte emergenze secondarie. Va bene, le strade sono tutte tornate praticabili a tempi da record: complimenti. Le ferrovie hanno subito ritardi irrisori: ci sta pure un blando battimani. Avete perfino rimosso gli alberi caduti per il peso della neve con un efficienza svizzera. Evviva.

Ma sui marciapiedi si scivola drammaticamente: o sono tutto un pacioccone di neve sciolta, acqua e fanghiglia o dei lastroni di neve calpestata che si trasforma in ghiaccio. In certi punti sono pure stati sommersi dalla neve spalata dalle strade: non esistono più.

Ora, caro Lorenzuccio, non vorrà mica che noi ce ne andiamo in giro con degli orrendi doposci o con degli scarponcini che di glamour hanno solo il sottopiede in pura lana merinos? O, ancora peggio, con dei ramponi e la corda doppia per calarci dalle montagne di neve ammucchiata? Capirà, presidente, noi dobbiamo trovarci un uomo, non possiamo giocarci le possibilità così: dobbiamo usare gli stivali sexy sempre e comunque. E non possiamo nemmeno mettere a repentaglio l’incolumità delle nostre terga cadendo sonoramente sul ghiaccio: già la nostra vita sociale è inesistente, cerchiamo di non aggiungerci anche l’impossibilità di muoversi causa infortunio. Quindi l’idea di camminare con ciaspole, sci da fondo, pattini da ghiaccio è da scartare a priori: siamo derelitte e poco sportive, ci perdonerà l’assessore Dalmaso (che è assessore allo sport e all’istruzione, due attività strettamente legate visto che mai come adesso è il caso di prendere sportivamente quello che arriva da Roma per quanto riguarda il futuro della scuola e della ricerca…). Ma siamo sicure che, in quanto donna, anche lei concorderà con noi sull’importanza del tacco, sempre e comunque.

Caro presidente, ci pulisca i marciapiedi, per favore: siamo anche ecologiche, guardi, lasciamo a casa la macchina, così non facciamo saltare la centralina per il rilevamento delle polveri sottili di piazza Venezia. Ci accontenti. Oppure ci presti uno spalatore personale che ci segua passo passo, magari sexy. Non chiediamo poi moltissimo. Altrimenti potrebbe iscriverci alla prossima edizione di Holiday on Ice, come rappresentanti onorarie del Trentino: ma non assicuriamo sulla riuscita finale.

Cordialmente sue

Le Derelitte.


PS: Il Nettuno lo abbiamo scongelato noi col phon: sa com'è, ci sembrava vagamente in difficoltà...




lunedì 4 giugno 2007

Nettuno mi può forconare

Nei giorni scorsi Trento ha ospitato il Festival dell'Economia: ne hanno parlato anche i telegiornali, non per la portata della manifestazione, ma per le contestazioni a Prodi (ospite ieri) contro la base di Vicenza... Benedetti i giornalisti... Comunque sia, il simbolo dell'evento è uno scoiattolo, che si è stato sparpagliato dappertutto: non solo stampato su manifesti e compagnia bella, ma ritagliato in sagoma di legno ad altezza uomo e infilato nelle aiuole, per strada, davanti ai luoghi delle conferenze.




E fin qui tutto bene... Anche se 'sta invasione di scoiattoli senza altre indicazioni poteva generare qualche confusione nei turisti che hanno transitato nella nostra città da un mese a questa parte (si sa che i trentini si prendono per tempo...).
Ma sabato, mentre passeggiavamo sotto il Nettuno in una affollatissima piazza Duomo, i nostri derelitti occhi sono stati attratti da un particolare di recente introduzione...





Cosa è spuntato sul Tridente del Nettuno? Urge uno zoom...




Ebbene sì, uno degli innumerevolo scoiattoli... Ma noi ci domandiamo: era proprio necessario far impalare il Festival dal nostro Nettuno? Pare di buon auspicio? Di buon gusto?
Fateci conoscere il genio che ha avuto questa idea, per favore...
E arridatece er Nettuno: senza bestie, grazie.

martedì 22 maggio 2007

NOI SIAMO CON LA CONIGLIA ...

... per un blog migliore
... per un mondo virtuale più sorridente
... per una vita senza "pigne"


contro le angherie

ADOTTA UNA CONIGLIA

noi l'abbiamo già fatto

Cally & Mafy

PUBBLICITA' PROGRESSO PER INVITARE TUTTI A FARSI "LI CAZZI SUA"

Aut. Min. Ric.