sabato 7 aprile 2007

Venerdì notte da derelitte

Cronaca di una serata di ordinario delirio: ovverosia, le derelitte in libera uscita.

Ore 23.00: solito localino per drink pre-serata: Callista e Mafalda sono abbarbicate al bancone del bar rispettivamente con un bicchiere di vino rosso e una caipifragola. Ridono.

Ore 23.04: entrano nel locale l’ammutinato e la sua ciurma: ovverosia l’ex moroso di Callista (nove anni di fidanzamento) e gli amici. Callista viene presa da orticaria e dopo tre minuti di stentata conversazione beve in un sorso quel che resta del vino: «Ah, per quel… Oddio che tardi, andiamo Mafy? Sonno, sonno…».

Ore 23.09: Callista sta maledicendo l’ammutinato sotto il Nettuno e viene presa da mal di testa fulminante (brava, bevi il vino «di resta», brava…).

Ore 23.20: Mafalda spaccia a Callista un Moment Act, ma la poverina è costretta a prenderlo a secco. Ora: le dimensioni del Moment Act sono francamente inquietanti. Callista lo ingoia dicendo «Avrai di che scrivere sul blog», ma stranamente tutto fila liscio.

Ore 00.30: le derelitte approdano al locale da ballo. Callista ride di gusto, non si sa se per il Moment o per il vino: prende un liscio clamoroso davanti all’entrata inciampandosi nel nulla. Si comincia bene.

Ore 00.55: ecco Peluz, ma senza Barbie Cuor di Cipresso: lui è avvinghiato a una ragazzina tremendamente giovane. Dio che schifo. Inquadra le derelitte, aspetta che la ragazzina si distragga e mormora a Callista «come sei carina». Lei risponde con un sorriso e mormora «Impiccati», ma la musica è sufficientemente alta.

Ore 1.07: tre creature imberbi abbordano Mafalda: «Scusa, ma come mai c’è così poca gente?». Mafalda si guarda in giro: «Poca? Mah… Comunque vedrai che il locale si riempie». «Ah. Siete di Trento? Anche noi…». «Ma pensa te...». Callista mette fine allo stillicidio fingendo un insostenibile voglia di ballare e si getta in pista, trascinando Mafalda.

Ore 1.35: Callista balla felice Disco inferno e centra a piena mano il pacco di un ignaro ragazzo che le passa alle spalle.

Ore 1.40: transita un omone gigantesco con jeans aderenti, camicia di flanella a quadrettoni, scarpe da ginnastica: Mafalda commenta «E la motosega, dove l’ha lasciata?». A ogni suo passaggio, le derelitte ridono e fanno il rumore della sega elettrica con la bocca («brembrembrembrrrrrrrrrrr….»).

Ore 2.07: pausa bar. Ritornano alla carica le creature dell’horror vacui: «Grazie per il servizio, eh!». Mafalda li guarda come dei bestemmiatori: «COSA?». «Nel senso che avevi ragione, il locale si è riempito…». Complimenti per la scelta lessicale, un genio.

Ore 2.24: sui Gipsy King, Callista precipita con il tacco a spillo sul piede di un ballerino che le invade lo spazio. Si scusa ripetutamente ma il tizio (uomo vero) nasconde la lacrima con un «Figurati, è colpa mia».

Ore 3.00: Callista ha la spia rossa dello stand by accesa, ma Mafalda è implacabile. Si balla Maracaibo e si rifila un colpo d’anca modello «ti ribalto» a Peluz, che usurpa lo spazio delle derelitte sculettando.

Ore 3.02: Maracaibo si chiude con Callista che dà una manata in faccia al buttafuori piazzato alle sue spalle (se si balla si balla, che diavolo...).

Ore 3.30: si ritorna a casa: Mafalda vuole lasciarsi morire lentamente sul ciglio della strada per il dolore ai piedi, Callista la incoraggia: «Muoviti, che sono sudata e prendo freddo e mi viene la broncopolmonite e muoio» (Giannissima, l’ottimismo è il profumo della vita). Si recupera la macchina: Callista becca per caso i Pooh alla radio e canta La mia donna coi finestrini abbassati. Mafalda si vergogna, ma guida in silenzio: la vita ha più senso, se c’e Facchinetti.

Ore 4.05: le derelitte fanno tappa in autogrill per la colazione (fanculo alla privazione dei carboidrati) e si imbattono in Azzurro e i suoi fratelli al gran completo (il pianeta porco bastardo ha colpito ancora): Callista fa un casino tremendo coi nomi e Mafalda sprizza cuori da ogni poro.

Ore 5.10 circa: le derelitte sono nel letto di Mafalda con una tisana calda (perchè sono trasgressive, fanno le ore piccole, ma sempre derelitte restano). «Bella serata, eh?». «Già, e infatti siamo ancora una volta a letto insieme, io e te, te ed io». «Vabbè, almeno sono carina… Vuoi toccarmi le tette?». «No, grazie…». «Allora buonanotte». «Notte». «Ti voglio bene». «Pure io».

Zzzzzzzzz…

6 commenti:

Sara ha detto...

eccoci.
sono venuta sul vostro blog nel pre letto pensando "che palle questo we di pasqua non c'è nessuno... ora scrivo sul blog di tutti Mi mancate"
( sì l'umore nn è al meglio. sento il peso della solitudine che mi sono cercata!)
MA...
ma ho trovato questo post nuovo e che ridere!! ora vado a letto più felice!

PS: ho la camomilla sul comodino e stasera ho visto grey's registrato ieri... mi prendete nel club??

Buona Pasqua!

Daniele Sorgente ha detto...

Certo che l'uomo dalla mente sopraffina che ha pronunciato la frase "Grazie per il servizio" merita perlomeno una citazione nei titoli di coda. Buona Pasqua.

Luca ha detto...

La parte che mi ha fatto più ridere è la tisana nel letto alle 5 di mattina! Che perla!

Ragazze buona pasqua! E buona pasqua a tutti quelli che passano da queste parti.

Ps. pian pianino sto aggiungendo pezzi al mio account (leggasi ho messo una foto di me con abbronzatura salentina)... magari fra qualche mese riesco a partire con il blog.(Magari)

Callista ha detto...

@sara: le derelitte ti accolgono a braccia aperte... noi ci siamo sempre! Baci
@daniele: eh, ci vuole impegno...
@luca: alla faccia dell'abbronzatura, io manco dopo sei mesi di sole! Aspettiamo con ansia il blog.
E a tutti augurissimi.
baci

Mafalda ha detto...

Auguri a tutti, amici; buona Pasqua!

gio_gio ha detto...

Mamma che ridere... ero passata dal blog per lasciarvi gli auguri ma non mi ero accorta che c'era il post nuovo! Dio buono, sono morta dalle risate... Maracaibo, mare forza 9... La prossima volta vengo anche io a ballare con voi... mamma che ridere!!!!!!!!!!!!!!!!!

Un bacio grande e ancora auguri di buona pasqua!! :-)