giovedì 19 marzo 2009

Il club delle bolle ...

Durante la vacanza in Egitto ho conosciuto un sacco di gente simpatica. Io e mamma Mafaldi abbiamo avuto la fortuna di scegliere una settimana durante la quale gli ospiti del villaggio erano veramente in gamba. Unica nota stonata un tizio in ferie con moglie e figlioletto. Questo era l’antipatia fatta uomo. Girava in pantaloncini, petto nudo, scarpe da ginnastica e calzettone sportivo fino al ginocchio. Sempre. Mattino, pomeriggio e sera. Partecipava a tutti i tornei sportivi manifestando un’insana competizione. Alla partita di calcetto ha azzoppato un povero ragazzo romano, al torneo di tennis ha insultato pesantemente il capo sport per aver chiamato una palla out, nelle prove di tiro con l’arco si è messo a urlare dicendo che il materiale era scadente e poco preciso ed era per quello che i suoi tiri non colpivano il bersaglio. Alla partita di beach volley … beh… a quella è stato pesantemente sconfitto dalla magic team dove giocava anche la Mafy. Buahahahahahahahahahahaha… la soddisfazione più grande è stato vedere l’incazzatura del soggetto battuto da una squadra dove c’erano due donne. Sto imbecille!!!
Vabbè, sportivo coglione a parte, ho conosciuto persone veramente carine.
Due amici cuochi in cerca di relax dopo una stagione di fatiche, due coppie napoletane con delle bimbe spettacolari, una coppia di fidanzati toscani che bisticciava ogni tre per due e facendo sganasciare tutto il villaggio con le espressioni fiorentine, due cugini veneziani in Egitto grazie ad una vacanza premio della ditta per la quale lavoravano.
Questo era il CdB «club delle bolle». Da cosa derivava il nome? Forse dal fatto che ci trovavamo, prima di cena, a bere un aperitivo frizzante? NO. Dal fatto che tutti eravamo soggetti all’eritema? NO. Forse perché ci divertivamo a rubare le bolle di sapone a bambini? NO
Ci chiamavano così perché non appena il sole cominciava a scendere, una volta finite le mille attività che proponevano gli animatori, noi del CdB ci trovavamo, puntualissimi, nella vasca idromassaggio.
Quando si è trasgressivi lo si è del tutto oh!
Dicevamo delle amicizie. Ovviamente a fine settimana c’è il rituale dello scambio numeri di telefono, mail, contatto facebook e chi più ne ha più ne metta.
Ci si saluta nella hall e ci si ripromette di tenersi in contatto (nel 90%dei casi è un proposito che va tristemente a svanire… ma tant’è).
E così è capitato anche a me. Tranne che con i compagnucci di volo. Ovvero quelli che atterravano a Verona e hanno avuto l’opportunità, assieme alla sottoscritta, di conoscere tutti i segreti dell’aeroporto di Marsa Alam visto che ci hanno passato 22 gradi. Prigionieri di una tempesta di sabbia e di quattro buzzurri egiziani che si ostinavano a fare i gli annunci in arabo senza farci capire una cippa. Suggestivo e avventuroso, per carità. Ma anche no!
Tra i fortunati anche i due cugini veneziani già menzionati poco fa; Andrea e Lorenzo. Durante la vacanza avevo avuto modo di parlare soprattutto con Andrea. Molto simpatico, di compagnia. Mi aveva raccontato della sua fidanzata, del cambio lavoro, dei suoi progetti. Si era entrati un po’ in confidenza, insomma. Lorenzo è molto più riservato e preferiva passare le ore giocando alla PS portatile anziché giocare in spiaggia o chiacchierare. De gustibus…
In aeroporto, essendo gli unici ragazzi senza famiglia o fidanzati al seguito, era facile facessimo comunella e passassimo le interminabili ore di attesa assieme. Tra settemila caffè (come dice Alex Britti), ventimila sigarette (loro), tante chiacchiere e ancor più imprecazioni, siamo finalmente riusciti a ritornare a casa.
Qualche giorno fa apro facebook e mi ritrovo la richiesta di amicizia di Andrea.
Accetto e ci troviamo a chiacchierare in chat.
«Come va», «Come non va», «Che palle rientrare a lavorare», «Uff… Voglio tornare in vacanza» e così via. Solite chiacchiere da rientro. Fino a quando Andrea non mi dice: «Sai, Mafy, mi sono perso!»
Io, con la mia consueta furbizia ho risposto con un: «E dove dovevi andare che ti sei perso?»
Silenzio assoluto dall’altra parte.
M: «Oh, sei sparito?»
A: «No, Mafy, non hai capito… Mi sono perso per te!»
Momento di panico. Io non me ne ero minimamente accorta. In un nano secondo ho passato in rassegna tutte le nostre conversazioni per vedere se avevo, in qualche modo, fomentato questa cosa. Niente. Anzi, nelle chiacchierate fatte, spesso e volentieri parlavamo della sua fidanzata. E lui era adorante e con gli occhi a cuoricino mentre mi parlava di lei. E mo? Che gli rispondo?
Aiutoooooo.
Intuendo il mio disagio lui ha scritto che non era colpa mia, che non avevo fatto nulla per alimentare questo suo «sentimento» ma era successo che, semplicemente, una volta arrivato a casa si era trovato a pensare a me e a capire che gli mancavo.
Ussignur.
A quel punto la conversazione non poteva più andare avanti attraverso una chat di facebook. Ho preso il telefono e l’ho chiamato. Dieci minuti di mio monologo: «il clima delle vacanze è bislacco», «mi hai conosciuta in un contesto strano, idilliaco, quindi tutto sembra più bello« «non ti preoccupare che tra due giorni non ti ricorderai nemmeno chi sono»...
Certo… Ho preferito non raccontargli che anch’io qualche anno fa andando al mare mi sono innamorata follemente di un ragazzo, ho mandato all’aria una storia che andava avanti da innumerevoli anni, ho preso una tranvata clamorosa, ho passato una delle estati più belle della mia vita, poi lui ha fatto culo, io sono stata di merda e riporto i segni ancora oggi… mi pareva poco consono dirglielo.
Comunque sono risultata abbastanza convincente e sono riuscita a tranquillizzarlo un po'.
Concludendo.
Non ho rimorchiato nessuno.
Un ragazzo si è preso una sbandata per me e, cosa grave, non me ne sono manco accorta.
Facevo meglio ad accettare la proposta di matrimonio di Alì. A quest’ora ero al mare, al caldo … ecco… magari la casa di mattoni crudi non è il massimo della comodità. Ma avrei avuto l’antenna satellitare. Sia mai che mi perda la finale di «Amici». Eh.

6 commenti:

takkiaspillo ha detto...

no! che tristezza questi maschi che vanno in vacanza in egitto lasciando fidanzata a casa e tornano con fidanzata conosciuta sul posto! trito e ritrito!
Senza nulla togliere a te che sei una merviglia, ma forse meriti un uomo che sia veramente innamorato di te e nn di un romantico tramonto in un'atmosfera vacanziera idilliaca!
Ci sono già passata... al limite ci ricavi delle vacanze estive, ma il rapporto oltre allo "spirito cameratesco da vacanza" nn va! ...anche perchè nn è che abitate vicini!
Però ora che ci penso, ad una ragazza che conosco è capitato di conoscere in vacanza in grecia (x puro caso) il nipote dei vicini di casa di sua nonna: ora, dopo 11 anni, si sono sposati e hanno battezzato il loro 1° figlio qualche mese fa...
Ma è già apitato a loro: nn può ricapitare è statisticamente impossibile!

yashanti..il blog di una donna del sud che nasce al nord ha detto...

eppppero un pensierino eeeee!

Anonimo ha detto...

a saperlo prima magari gliela davi.

LA CONIGLIA ha detto...

amica...gli uomini sono un mistero insondabile. Bon. (come dite voi)

Baol ha detto...

Ciao belle :*

Piermatteo ha detto...

No, cioè, tu atterri a Verona e manco avvisi??? Ti passavo a prendere con la limousine e poi via fino a Trento!!! Occasione sprecata!